Seychelles
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Alla scoperta delle Seychelles

Doveva essere San Pietroburgo e invece ci siamo trovati alle Seychelles. Uguale uguale vero? Questo post è il primo di quelli che voglio dedicare a questa piccola repubblica nel cuore dell’Oceano indiano. Un po’ di terra e colori brillanti immersi in un’acqua azzurrissima e calda scoperta in un viaggio ritmato dall’amicizia. E già che ci sono, voglio anche sfatare qualche cliché. Il primo, che sia solo una destinazione da luna di miele: noi eravamo in quattro – abbiamo avuto la fortuna di trovarci con quei due grandi viaggiatori (e persone straordinarie) che sono Paola e Gianni-, non particolarmente in fissa con il mare, ed è andata alla grande. Poi c’è il punto dei costi: è vero che queste isole tropicali sono una destinazione cara, ma con un po’ di accorgimenti si riescono a rispettare budget insospettabili. Sul fatto che le spiagge siano paradisiache, invece, non c’è nulla da dire: sono davvero così. Sono perfette, incorniciate da palme e dalle rocce granitiche, e selvagge. Comincio con un po’ di informazioni pratiche, dall’itinerario a come ci siamo spostati. Il cibo invece lo racconto nella prossima puntata.

Le Seychelles a novembre

Novembre, almeno per quanto riguarda noi italiani, non è mai un mese in cui si viaggia molto. Anche per questo, forse, abbiamo trovato un’offerta di quelle un po’ imperdibili: un volo Turkish a 400 euro, comprato in estate: normalmente è difficile trovare biglietti a meno di 700 euro, quindi chi può permettersi di viaggiare anche non in agosto o a Natale dovrebbe compulsare i motori di ricerca. Per quanto riguarda il periodo – cito la Lonely Planet, l’unica guida che ho trovato di questa destinazione – ci troviamo in una stagione teoricamente ideale.  Ma. Ma siamo a cavallo dell’equatore e in mezzo all’oceano: la pioggia è una compagna di viaggio da mettere in conto. Insomma, al netto della stagione, ci vuole un po’ di fortuna: in una settimana abbiamo avuto solo un giorno davvero un po’ funestato dall’acqua, mentre negli altri c’è stata sempre alternanza e anche sole pieno e cieli tersi.

E ricordate sempre l’equazione: verde brillante della foresta e fiori colorati ⇒ pioggia frequente. Conclusioni: portatevi un k-way e tanti bei libri per i momenti umidi.

Spiagge belle anche con le nuvole

Spiagge belle anche con le nuvole

Le Seychelles, sì. Ma quali?

Nel nostro itinerario abbiamo toccato tre isole (in realtà cinque, considerando anche le piccole Curieuse Island e Saint Pierre). Mahè, che è la più grande e sede dell’aeroporto internazionale, Praslin e La Digue. Quale scegliere? Dipende, visitarne più di una è meglio. Personalmente la mia preferita è La Digue, distante un quarto d’ora di traghetto da Praslin, più piccola e comoda visto che ci si può spostare in bicicletta. In più le spiagge sono particolarmente belle, anche se non tutte balneabili per via delle correnti. E’ in assoluto quella in cui ci sente più fuori dal mondo, in contatto costante con una natura esplosiva.

Il nostro viaggio durava una settimana e ci siamo fermati qui solo una notte, ma io ne consiglio almeno due o, potendo anche tre.

Curieuse Island

Curieuse Island

Per quanto riguarda Mahè, essendo la più grande, è anche la più trafficata, soprattutto nella capitale Victoria. Il centro e la zona del mercato valgono una visita, ma in generale ho trovato più affascinante la parte meridionale dell’isola e consiglierei di pernottare qui. Anche per questo è necessario noleggiare un’auto (guida a sinistra, eh) per avere massima libertà negli spostamenti. Abbiamo provato anche gli autobus, che costano solo 5 rupie, ma sono sempre molto affollati ed è facile restare in piedi. Occhio dunque nelle rotonde: sembra di prendere il volo e sono finita addosso a parecchi (pazienti) passeggeri locali!
Praslin è la via di mezzo: richiede comunque l’auto viste le salite ripidissime e regala alcune spiagge incantevoli, a partire da Anse Lazio. Secondo me manca un vero centro di aggregazione, ma in generale offre un po’ di tutto, dai resort alle guest house, dai supermercati (mooolto local) ai centri diving, alle principali escursioni.

Dove dormire alle Seychelles

Noi ci siamo concentrati sulle guest house, che, a differenza di altri paradisi tropicali, sono piuttosto diffuse, con standard e prezzi variabili. A Praslin abbiamo scelto la zona di Baie Sainte Anne, che ho trovato molto carina, tranquilla, relativamente vicina al porto e ad alcuni supermercati. Per dare un’idea dei costi, la nostra Villa Kass, su due piani, con cucina e veranda costava 120 euro a notte (da dividere in quattro).
Se invece volete concedervi un hotel proprio sulla spiaggia (le vacanze son pur sempre vacanze!) consiglio il Paradise Sun Hotel, in fondo alla frequentata e bianchissima Anse Volbert. E’ una delle strutture storiche dell’isola e vi ho trovato una bella atmosfera: il personale, in gran parte femminile, è gentilissimo, ma senza formalità. Mi sono piaciute le camere con vista sulla spiaggia privata ed è ottimo il ristorante (aperto anche a chi non soggiorna, ma bisogna presentarsi a cena presto prima che finiscano i posti disponibili).

La vista dalla camera al Paradise Sun Hotel

La vista dalla camera al Paradise Sun Hotel

La Digue, invece, è il regno delle guest house, alcune anche molto belle, nascoste nella foresta. In generale mettono a disposizione le biciclette, ma occhio a verificare la prenotazione: a volte, anche se su siti come Booking le stanze risultano disponibili, in realtà potrebbero essere al completo. A noi è capitato, ma va anche detto che abbiamo trovato un piano B nel giro di pochissimo.

La mia top five

Ogni volta che viaggio, l’ultimo giorno, mi piace formulare una piccola classifica, sui posti visitati.  Ecco, secondo me, le cinque tappe imperdibili di un viaggio alle Seychelles.

Anse Lazio
E’ una delle spiagge più iconiche delle Seychelles e meritatamente. Sabbia bianchissima, l’ombra delle palme da cocco, l’acqua meravigliosa e calda e i blocchi di granito compongono il quadro, rendendo l’atmosfera un po’ selvaggia. A pochi metri dalla riva, facendo snorkeling, ho visto due razze placidamente adagiate sul fondo (anche per questo il consiglio è di fare sempre il bagno con la maschera). Anse Lazio è raggiungibile in auto e, volendo, ci sono un paio di bar sulla spiaggia, oltre l’immancabile venditore di cocco.

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Anse Source d’Argent

Siamo a La Digue, in quella che non è solo una spiaggia, ma una serie di tante calette raggiungibili con un suggestivo percorso nella foresta. Sono tantissimi gli scorci e i punti in cui appoggiare il telo, in una natura che sembra quella di Jurassic Park. Non a caso, proprio qui si trovano tante ‘chiesette’, spesso realizzate con le palme, usate dalle tante coppie che si sposano qui. Una, tante, spiagge davvero suggestive, raggiungibili in bici. A proposito, in questo caso si paga una quota per accedere all’area visto che si attraversa una piantagione di vaniglia. Sulla strada incontrerete anche uno storico cimitero e altre simpatiche testuggini.

Grande e Petit anse 

Altre due spiagge a La Digue, collegate da un sentiero nella foresta, in cui la cartolina incontra l’anima selvaggia dell’isola. Anche qui i massi di granito sembrano appoggiati da mani di giganti, e l’acqua si accende di mille sfumature, anche se può essere pericoloso fare il bagno per le correnti. Noi siamo riusciti a immergerci nella Petit Anse, ma stando vicinissimi alla riva: il mare era caldo e trasparente, un sogno, ma non sottovalutate mai le onde. Queste due spiagge si raggiungono in bicicletta attraversando un tratto di foresta: è un luogo incantato, ma occhio alla salita al ritorno!

Anse Soleil


Siamo a Mahè, nella parte meridionale dell’isola. Di questa spiaggia, l’ultima visitata prima di andare a prendere l’aereo e salutare le Seychelles, ho un ricordo bellissimo fatto di chiacchiere in acqua durante un bagno lunghissimo, durato tipo un’ora! Dopo una ripida discesa, si arriva in una spiaggia riparata, dove il verde scuro della costa si perde nel turchese dell’acqua. Da non perdere.

Curieuse Island


In questa piccola isola che fa parte dell’arcipelago delle Seychelles abbiamo vissuto divertenti incontri ravvicinati con le flemmatiche testuggini giganti, che qui sono protette, e camminato in una natura rigogliosa, fra mangrovie e rocce nere (e visti i piccoli squaletti limone).

Spesso è abbinata a una puntata all’isolotto di Saint Pierre, dove l’acqua offre le sue sfumature più belle e si può fare snorkeling circondati da pesci colorati. L’escursione di mezza giornata, abbondante pranzo compreso, costa circa 50 euro.

 

3 Comments

  1. Un mare così è da urlo. Quanti posti vorrei girare ma, ahimè, non si può fare tutto. Bellissimo articolo

    • persorsi says

      Grazie! Il mare in effetti è davvero bello, detto da una che non è proprio una lucertola in spiaggia! Chissà, anche per me alla fine è stato un viaggio un po’ improvvisato!

    • persorsi says

      Grazie! Il mare in effetti è davvero bello, detto da una che non è proprio una lucertola in spiaggia! Chissà, anche per me alla fine è stato un viaggio un po’ improvvisato!

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