Grecia, vino
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I vini delle Cicladi: a Serifos

La prima immagine che ho di Serifos è di me che arranco su una salita, fra i muretti. In fondo, il monastero di Tachiarchis, dove vive un monaco solo da anni. A sinistra l’Egeo. L’unico suono è quello di grilli e cicale, nella campagna bruciata dal sole. Ma che fatica salire a piedi fino alla cantina, non me lo sono mai sudato così tanto un calice di vino.

La strada per la cantina

La strada per la cantina

Questa storia inizia a Serifos, una delle ultime due isole delle Cicladi che abbiamo visitato. L’altra era Sifnos, l’isola di fronte, ma non nascondo che la prima è stata la vera scoperta di questo viaggio. Piccola, brulla, divisa fra paesini quasi disabitati e una chora bellissima, Serifos ha un’anima un po’ punk con il suo passato legato alle miniere, murales e tante imperfezioni che la rendono più spontanea. E poi c’è il vino- quello locale dal colore ambrato, servito a temperatura ambiente -, ma soprattutto la cantina Chrysoloras, piccolo gioiello scoperto la prima sera a cena, nel porto di Livadi. Il vino bianco ci è piaciuto subito e così abbiamo mandato una mail: nel giro di un paio di giorni la visita era organizzata (con grande gentilezza, perché normalmente non ricevono, per ora, visite).

Sì, ma perché poi ci stavo andando a piedi? Perché l’azienda si trova in una stupenda zona panoramica, ma per arrivare bisogna imboccare una strada molto ripida e la nostra piccola auto a noleggio si è piantata. Dunque sono scesa, per alleggerire il mezzo che, in qualche modo è poi andato su. E così, sotto il sole cocente ho potuto comunque osservare la bellezza del posto, fra muretti a secco, terrazzamenti, chiesette bianche, viti, fino alla cantina, piccola ma molto moderna. Salendo lentamente ho capito un po’ meglio il luogo in cui questo vino nasce, avvantaggiato dall’altitudine, ma comunque vicino al mare.

La vista dalla cantina

La vista dalla cantina

Il padrone di casa è Christos Chrysoloras, classe 1982, cresciuto nell’isola di Serifos. Una storia semplice e bella come la terra che ci circonda: è nato a Platis Ghialos, dove c’è la bella spiaggia che si vede in fondo alla strada, in cui eravamo stati la mattina. In quella casa ancora ci vive, con la moglie che da Atene è venuta a lavorare qui come insegnante. Christos non parla inglese ed Eugenia traduce per noi.

Se già non fosse bellissima l’idea che uno faccia il lavoro che ama nel posto in cui ha le sue radici -in più con una vista sul mare che toglie il fiato – quello che rende ancora più emozionante la faccenda è che quella di Christos è la prima vera cantina sull’isola. La sua famiglia, spiega, ha sempre fatto il vino, rigorosamente sfuso, ma lui ha voluto fare qualcosa di più. E così si è lanciato in questa avventura nel 2008 (la produzione è iniziata nel 2015): fa tutto lui, dal lavoro in vigna, all’imbottigliamento in cantina dove la new entry è la macchina per etichettare le bottiglie. Solo durante la vendemmia, che ha già iniziato ormai, si fa aiutare da qualcuno per la raccolta manuale. Poi l’uva corre in cantina: parte del vino è ancora venduto sfuso, ma ora nascono anche due etichette, un bianco e un rosè, certificati bio. Entrambi si chiamano Ξηρό Χωριό (Xiro Chorio, significa villaggio secco ed è il nome della località). Le vigne sono come grandi cespugli, ricordano un po’ gli alberelli. In questo modo le foglie fanno ombra e le viti, più basse, non rischiano di essere danneggiate dal vento che qui può essere molto forte. L’uva coltivata è fondamentalmente di due tipi: il serfiotiko e la mandilaria. Non si butta via niente: con le vinacce viene poi prodotta una specie di grappa.

Dopo avere visitato la piccola ma attrezzata cantina, usciamo sulla stupenda veranda, da cui assistiamo a una delle più belle viste dell’isola. Stanno pensando di portare i turisti qui, per degustare i vini con qualche prodotto tipico, ma un passo dopo l’altro: l’avventura iniziata è davvero impegnativa. Intanto il vino viene venduto sull’isola e ad Atene. Noi assaggiamo il rosè, con un bellissimo colore brillante, fruttato, sapido, abbastanza lungo. Il rosè in Italia sta vivendo una nuova stagione visto che fino a pochi anni fa era tendenzialmente snobbato. In realtà, spiega Christos, il suo è fatto con le uve rosse migliori. E nel bicchiere, si sente tutto.

Chrysoloras winery, Flaskos, Serifos, Tel. +30 697 727 5993 –  chrysoloras@gmail.com

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