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Il nostro primo viaggio in Italia in tre

“Andare in luoghi con odori e sapori diversi dal mio è un tipo di sete che non credo si spegnerà mai, perché è una cosa che ho come sposato nella mia vita (quando non sono al verde). Ma viaggiare solo all’estero è viaggiare a metà. E viceversa. Nell’ultimo anno questa sete di Paesi sempre nuovi si è accompagnata a una nuova esigenza, quella di tornare all’incredibilmente vicino. Al piccolo e piccolissimo“. Scrivevo così su questi schermi due anni fa, dopo essere tornata dalla Calabria e da un viaggio in Italia che mi aveva fatto penetrare in un Paese più periferico e (ai miei occhi) sconosciuto. Non sono il tipo che si autocita, ma mi ha colpito ritrovare parole che avrei potuto scrivere proprio in questa strana estate ai tempi della pandemia. In un momento in cui viaggiare è un lusso, il fatto di farlo in Italia era sicuramente la più giusta (con una bimba di sei mesi certamente la più fattibile). Ma questo post che ho ripescato mi ha fatto ripensare al fatto che da …

Libri per neo e future mamme

Viaggi, vini e assaggi. Prima la gravidanza, poi il puerperio avevano messo in stand by i principali argomenti di questo blog. Soprattutto il secondo, in particolare dopo avere fatto la figura dell’alcolizzata con il pediatra che mi ha subito messo in riga: l’allattamento non è cosa da sommelier. E anche sul cibo, la lista di quelli off limits è sterminata. Restavano i viaggi, ma -in questi tempi bui- più che i progetti alimentano i ricordi. Anche perché, il dovere rimandare sogni e voli in questo momento di emergenza è diventato l’ultimo dei problemi (ma non per chi lavora nel turismo, tra l’altro). Non lo nominerò neanche questo odioso virus che ci tiene lontani dai nostri parenti e amici, ci fa diventare sospettosi pure del postino e che lascia addosso tutto il giorno una cappa di inquietudine, ma mi limito a scrivere di quello che è la mia vita adesso: dopo la gravidanza, l’inizio della maternità. Se le prime settimane mi erano sembrate difficili e aspettavo solo vaccini e primaverili passeggiate all’aria aperta, ancora non sapevo che …

I vini di Lanzarote

L’isola di Lanzarote Anche dall’aereo si vedono i coni dei vulcani alzarsi dalla terra scura e grappoli di case bianche arrampicate sui fianchi di crateri che, ormai, non fanno più paura. Di solito non scrivo in volo, ma questa volta ho voluto fissare subito alcune immagini e sensazioni che Lanzarote mi ha lasciato, facendomi sentire per cinque giorni fuori dal mondo. E un po’, alle Canarie, si è fuori dal mondo, nel cuore dell’oceano Altlantico. Uno dei motivi per cui questa destinazione ha iniziato a farsi strada nella mia mente è stato il vino, poi l’anima vulcanica, infine la speranza del caldo mentre nella mia Emilia è scesa una coperta di freddo e umido. Il collegamento low cost con Bologna ha chiuso il cerchio. Immaginavo che Lanzarote mi potesse piacere, amo le isole un po’ sperdute, ma la realtà ha superato le aspettative. Il motivo principale – oltre il sole che mi ha fatto respirare un po’ d’estate – credo sia lo spirito di frontiera, che spesso ricerco quando viaggio. Amo i luoghi ai margini, …

Alla scoperta del Collio

“Vedete quell’auto bianca laggiù? La strada che sta percorrendo si trova in Italia; quella collina, invece, è già Slovenia. Il paese di fianco, San Floriano, è di nuovo Italia”. Siamo nell’azienda Russiz Superiore, a Capriva del Friuli, e fuori dalla finestra c’è il Collio, terra di agricoltura, di vini e di confini. Continua anche in Slovenia, ma il nome cambia e diventa Brda. In questo angolo di Friuli Venezia Giulia ogni colle è un frammento di una storia di frontiera, abbattuta realmente solo nel 2004, assieme all’ultimo muro di Gorizia. E’ una terra di campanili austro-ungarici, di trincee, di campi di battaglie feroci durante la follia delle Guerre Mondiali. Ma oggi è anche terra di piccoli comuni, di simpatiche osterie e raffinati relais, di prosciutto che fa scendere qualche lacrima (scusate amici vegetariani, ma davvero è irresistibile), di cantine nel centro delle cittadine che, durante la vendemmia sono in pieno fermento. La sera, con il primo odore dell’autunno, ho sentito arrivare anche quello pungente del mosto e dell’uva in trasformazione, semplicemente camminando per strada. E’ …

Viaggio nel Peloponneso

Quest’anno, fino adesso, è stato scandito da viaggi di ritorno. Sono tornata in Giappone, in Giordania e in Grecia (tutti paesi con la lettera G, ora che vedo) e ancora una volta ho avuto la dimostrazione di come sia stimolante rivedere un luogo e sentirsi a casa in una parte del mondo diversa. Ritrovare piccole abitudini e aspetti familiari. Gli ultimi dieci giorni me lo hanno insegnato ancora di più. Nel mio sesto viaggio in Grecia, il quinto assieme a Patrick, abbiamo deciso di esplorare una parte nuova: il Peloponneso, in particolare le due ‘dita’ da Sparta in giù. Abbiamo quindi visitato parte della Messenia e la Laconia, che a chi ha studiato greco a scuola evocheranno ben più di un compito in classe. La destinazione era un po’ una mia fissa da due anni, da quando intervistai dei ragazzi che per primi mi parlarono del Mani, una zona fuori dall’ideale classico della Grecia fatta di casine bianche e tetti azzurri che rendono così adorabili le Cicladi. Pianificai un primo viaggio nel settembre 2016, ma …

Un alberello pantesco

Le cantine di Pantelleria

Torno a scrivere di Pantelleria, che non solo è stato il nostro ultimo viaggio, ma anche la scoperta di un posto nuovo con tutti gli ingredienti che piacciono a me. Facile indovinare: è un’isola sperduta, che sono riuscita a visitare in bassa stagione, è vulcanica, la terra fuma e in generale la natura non è di quelle più ospitali.  Insomma, è uno di quei luoghi, dall’Islanda alla Nuova Zelanda, in cui ci si sente un po’ gli intrusi (ma per fortuna costa meno eh). E poi, la ciliegina sulla torta: ci sono le cantine da visitare e il vino. E che vino. Tutti quelli a cui ho detto che partivo per Pantelleria sono partiti in tromba con i capperi e il passito. Per fortuna non ci sono solo quelli, ma in effetti sì, si guida fra distese di vigne e piante verdissime di cappero che si trovano, oltre che nelle apposite coltivazioni, anche sui muretti a secco o sulle rocce. E poi c’è un altro mare, oltre il Mediterraneo: quelle delle viti, dei bassi alberelli …

Cinque posti che amo dell’Asia

In  questi giorni di trasloco mi è spesso venuta in mente l’Asia. Fra gastriti per gli intoppi e la mia abitudine a prendermela per cose, in fondo, minime, ho pensato spesso alla quiete e alla capacità di sano distacco che si respira in certi luoghi in un raggio un po’ vasto in realtà, diciamo dall’India al Giappone. Qualche migliaia di chilometri in cui vagare per templi, guardare lo scorrere del fiume, far sì che l’abito di un monaco colori la giornata. Ho fatto una piccola lista di tutti quei luoghi asiatici in cui torno ogni volta che chiudo gli occhi. L’Asia, per quanto sia difficile raggruppare sotto questa etichetta una serie di paesi in  cui sono stata negli ultimi anni, non è il posto in cui io più mi senta in sintonia, o diciamo a casa. Per me è l’altrove, l’altro modo possibile di vivere e diventa una voce che chiama.  E può suscitarmi grandi innamoramenti. 1) Luang Prabang, Laos E’ sempre la prima della lista, pur con i suoi difetti. Ma chi non li …

Due giorni nelle Langhe

Colline con alle spalle montagne innevate da cartolina. Sembrano quasi un mare i filari che si inseguono in ogni centimetro libero di terra. Castelli che escono dal passato e sovrastano piccoli borghi, ma che appena cala il sole si confondono nella nebbia. Le Langhe per me sono di colore giallo, come le foglie del Barolo, e rosso (quelle della Barbera), con i pampini incendiati dall’autunno. Ma, anche se ho visitato questo fazzoletto di basso Piemonte solo in novembre, scommetto a occhi chiusi che è uno di questi posti che dice la sua tutto l’anno. Deve essere bellissimo con le viti rigogliose e cariche d’uva d’estate, così come sotto la coperta bianca dell’inverno. Prima del corso dell’Ais, la provincia di Cuneo non mi aveva mai detto granché, nocciole a parte. Poi ho scoperto il Barolo e le Langhe sono diventate una tappa vinicola da conoscere al più presto. E così è stato. In realtà, il mio primo contatto con la zona risale alla maturità, quando mi sono trovata sotto il naso il prologo de La luna …

Cinque cose da fare a Merano

In questo periodo Merano fa pensare soprattutto ai mercatini di Natale e in effetti anche io qualche giorno fa mi sono bevuta i miei gialli bombardini scegliendo qualche costosissimo regalino o ammenicolo casalingo e piangendo lacrime di coccodrillo dopo svariate fette di Sacher. Ma questo risvolto natalizio è solo una parte del mio quinto blitz in Alto Adige, in un angolo che continua a meravigliarmi. Forse sto diventando un’abitudinaria, ma mi piace avere un posto amico, di cui sto imparando a riconoscere i profili e che inizio a sentire famigliare. In più questa montagna che nasconde un’anima mediterranea per il suo particolare microclima è particolarmente adatta a persone come me, escluse dal popolo degli sciatori, ma amanti di passeggiate e ciaspolate, della storia e della buona tavola. E mercatino di #natale sia. #rovereto #mercatinidinatale #trento #igerstrentino Una foto pubblicata da letizia (@letidzia) in data: 10 Dic 2015 alle ore 07:47 PST A Merano la metà di dicembre è un periodo strano, perché in teoria siamo in alta stagione, ma di fatto fra il ponte dell’Immacolata …

Angkor Wat al tramonto

Tre giorni fra i templi di Angkor

Un giorno, addentrandosi nella foresta, dove si faceva compagnia cantando tra sé e sé la Traviata, come racconta nelle sue lettere, Mouhot d’un tratto, in mezzo al fogliame fitto, sotto gli alberi giganteschi, si sentì guardato da due, quattro, dieci, cento occhi di pietra che gli sorridevano. Ho sempre cercato di immaginarmi che cosa avesse provato in quel momento; un momento per il quale era valso il suo viaggio, e la sua morte. Tiziano Terzani, Un indovino mi disse Volevo raccontare il cibo cambogiano (e lo farò), ma scorrere le foto dei templi di Angkor mi ha fatto cambiare idea. Quelle pietre parlanti hanno scompigliato le carte in tavola, mi sono rimaste così impresse, in quel gioco di rosa e verde scolpito dal tempo, che mi ritrovo invece a scrivere la mia esperienza nel sito archeologico. Anche se in certi momenti mi sono maledetta per avere deciso di visitare la Cambogia in soli sei giorni — di cui uno passato a navigare e uno in minivan per fare qualcosa tipo 400 chilometri — davanti allo spettacolo dei …