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Un anno di viaggi: il mio 2014

 Viaggiare è un’arte. Bisogna praticarla con comodo, con passione, con amore Tiziano Terzani, Un indovino mi disse. Acqua color terra, colline piene di viti, mare di un blu profondo, quasi violaceo. Sono le immagini più intense di questo 2014 che sta scivolando via e che mi ha regalato bellissimi viaggi e incontri straordinari. Questo post, un po’ schematico forse, serve soprattutto a me: mi ricorda che non c’è niente di cui lagnarsi visto che di occhiate in giro ne ho date parecchie. E con un ottimo compagno di viaggio. Alcuni paesi mi sono piaciuti di più, altri li ho capiti forse meno, ma comunque mi resta una importante sensazione di fondo: che in viaggio mi sento più viva che mai, senza finire di meravigliarmi e sfidando le mie paure. Su Facebook in questi giorni spopola il collage di foto del proprio 2014. Beh, ecco il mio personale calendario di viaggio. Gennaio Mi piace visitare i luoghi fuori stagione, vederli con un’atmosfera diversa, senza gente, anche se non manca mai la delusione davanti a qualche posto …

Laos, il viaggio dei viaggiatori

Uno degli aspetti che mi sono più rimasti impressi del mio viaggio fra Thailandia e Laos è stato l’incontro con loro: i viaggiatori, zaino in spalla o meno, conosciuti di continuo nell’arco di questi incredibili quindici giorni. Certo, non è stata la prima volta che alcune persone che hanno condiviso con me (per ragioni che restano assolutamente misteriose) anche solo qualche ora in un Paese siano rimaste presenze vive nella mia memoria una volta tornata a casa. In alcuni casi è rimasta una presenza fisica, come tangibili sono le foto che mi mandò, a Natale, una ragazza tedesca con cui avevo condiviso per caso alcuni giorni di trekking in Islanda. Quindi, è vero che in viaggio cerchiamo il contatto soprattutto della gente del posto (se no in fondo, che ci siamo andati a fare fino a laggiù). Ma è anche vero che a volte il viaggio è racchiuso in altri viaggi, come un sistema di matrioske, di persone che sfioriamo solo per un attimo. I loro racconti ci ispirano nuove avventure, ci portano con loro …

Prime impressioni sul Laos

Ero partita per il Laos rimuginando su cosa volesse dire Tiziano Terzani (nel libro ‘Un indovino mi disse’) quando scriveva che questo Paese era “uno stato mentale”. Tornata da quindici giorni davvero intensi di Asia profonda, credo di avere capito un po’ di più l’essenza di questa frase. Ma certe riflessioni sui luoghi e sulla gente richiedono il loro tempo prima di uscire. Vanno un po’ covate, cosa perfetta in queste serate bigie di Pianura Padana che così tanto stonano con i colori cangianti di Bangkok e con le vesti arancioni dei monaci di Luang Prabang. Ma qualcosa, intanto, del Laos la posso iniziare a dire. Perché andare in Laos Ce l’hanno chiesto tutti, appena messo piede là. E se a casa mi sento a disagio con amici e parenti “perché sono sempre via”, ecco, in Asia, un viaggio di sole due settimane fa strabuzzare gli occhi agli altri viaggiatori. Ma in molti erano anche stupiti del fatto che avessimo scelto questa sola meta, invece che spostarci qua e là zigzagando sui confini vietnamiti o cambogiani. …

Preparandomi al Laos

Perché andare in quel paese Come mi è già successo in passato, alla vigilia di un viaggio mi chiedo perché ho scelto di andare proprio in un determinato Paese. Ci sono così tanti posti che mi affascinano: perché questo è arrivato prima di altri? Sto parlando del Laos, che da domani sarà la mia nuova meta, il punto di partenza alla scoperta di quel tetris di stati che sono Thailandia, Cambogia, Vietnam e Birmania. L’Indocina, leggevo l’altro giorno su un vecchio atlante. Che poi pensandoci, mi sono ricordata che quello era stato il mio primo atlante: me l’ero fatto regalare per un compleanno alle medie. La passione per carte e paesi lontani, io che non avevo mai preso un aereo (e i miei genitori neppure) era evidentemente già lì da qualche parte. Comunque dicevo. Perché il Laos. La risposta esatta non ce l’ho. In effetti ero partita dall’idea della Thailandia, che all’improvviso è diventata Cambogia e Laos e poi Laos da solo. Una full immersion a Bangkok è in programma, ma poi abbiamo deciso di concentrarci …

Andamento lento: isola di Amorgos

Ripensai a quello che l’abate Tofukuji mi aveva detto, cioè che anche un uomo d’affari o un giornalista aveva qualcosa da imparare trascorrendo una notte in un monastero e assaporando un momento di pace. Uno deve imparare a non rincorrere il tempo, aveva suggerito. “Se ti affretti, c’è una parte del mondo che non riuscirai a vedere”, aveva detto. “Se, per esempio, stai imboccando un percorso sbagliato della tua vita, è solamente quando ti fermi e osservi le cose con chiarezza che puoi cambiare direzione e ritornare su un più appropriato percorso. Il messaggio Zen è che per trovare te stesso, devi imparare a fermarti. Pico Iyer, Il monaco e la signora Ho deciso che sarei andata ad Amorgos guardando la foto di una porta, a casa di amici. Una porta di legno appoggiata sulla spiaggia, a riva,spalancata sul mare. Un’immagine da brividi, questa soglia aperta sull’orizzonte. Solo due anni dopo, scendendo assonnata dal traghetto e muovendo i miei primi passi sull’isola, avrei scoperto che non avevo mai neppure immaginato un mare così blu, un’acqua dal …

Una città contesa da due fiumi: Lione

Una città da scoprire Alzi la mano chi conosce Lione. Fino a pochi giorni fa sapevo solo che era una città molto grande della Francia (la seconda più visitata dopo Parigi) e che si trova nella regione vinicola del Rodano settentrionale. Tradotto: rossi a tutto spiano. Poco di più. Ci sono stata per quattro giorni e sono tornata con alcune convinzioni. Rispetto a Parigi le altre città francesi sono un po’ sorelle minori, ma non per questo senza fascino, a volte dato dalle piccole cose Si mangia molto bene (anche se la cucina si adatterebbe bene a temperature siberiane, da quanto ‘caricano’ i piatti. Ah la Francia) Se un fiume regala sempre un po’ di magia a una città, quando i corsi d’acqua sono due l’incantesimo raddoppia Il Syrah continua a non entusiasmarmi Ma veniamo a questa città che offre diversi punti di interesse e una tappa all’interno di un viaggio in giro per la Francia meridionale se la merita tutta. Giovane (ho incontrato tantissimi studenti, mi ha ricordato un po’ la mia Bologna), multietnica, …

Tre borghi sull’Appennino

Fra paesi addormentati Stradine popolate da gatti, tapparelle abbassate, un’altalena abbandonata. Il cartello vendesi qua e là. All’inizio di maggio l’Appennino fra Modena e Bologna sembra ancora addormentato. Effettivamente, anche se siamo un’ora e mezza dalla città, quando oltrepassiamo anche la Madonna dell’Acero abbiamo superato i mille metri. La seggiovia per il Corno alle Scale è immobile, e dietro il rifugio c’è ancora un po’ di neve. Niente passeggiata nel bosco fangoso, piove pure un po’. E allora è così che li scopriamo. Scendendo a quote più basse, dove le nuvole non si impigliano, visitiamo paesini praticamente deserti, dove è difficile capire quanto il sonno attuale sia da ricercare nella stagione non ancora decollata o quanto in quel progressivo abbandono sempre più frequente fra questi boschi. Luoghi di villeggiatura, di lunghe estati, di alberghi e pensioni dal sapore retrò di cui oggi resta qualche lampione liberty fra gli alberi. Nel verde brillante dopo giorni di pioggia, scopro angoli di grande fascino: la riprova che a volte le emozioni sono molto vicine a casa.  Poggiolforato Una manciata di case disabitate. Una storica pensione in vendita. Nel campo da calcio ci sono le …

Sakura in Giappone

Giappone: dove fioriscono i ciliegi

Cinquanta sfumature di rosa: hanami Una nuvola rosa, come una cipria che imbianca e colora delicatamente tetti e palazzi. Avevo aspettative altissime sulla fioritura dei ciliegi. E facevo bene. Un po’ perché è vero che anche nel nostro Paese gli alberi fioriscono, ma sono più un privilegio per chi vive fuori da un contesto urbano e ci siamo drammaticamente disabituati. Un po’ perché vedere il Giappone in primavera è stato come riscoprirlo per la prima volta. E poi per lo stupore che coglie loro, i giapponesi, che hanno reso un evento legato alla natura e ai suoi cicli un momento di festa, banchetto, vita di comunità. E lo so che vengo dall’Emilia e che da noi si festeggiano cotechini, paste al mattarello o vino, ma è incredibile vedere che i veri protagonisti sono loro, alberi e fiori. Il bello quindi. Il bello impalpabile e fugace che si contrappone a città spesso grige e squadrate. Forse il sakura, la fioritura, affascina ancora di più perché in Giappone ingentilisce strade nuove, case recenti, in un mondo così tante …

Cosa fare a Parigi di lunedì

Parigi in 36 ore Parigi val sempre una messa, anche per poco tempo. Anche di lunedì. Non è un dettaglio da poco, perché se vi trovate nella ville lumière non tarderete a scoprire che moltissimi musei (e ristoranti) sono chiusi. Persino in una metropoli così ogni tanto abbassano la saracinesca e quel giorno sembra proprio essere il lunedì. E’ quindi bene avere in mente un piano B per godersi al massimo questa città capolavoro. Io ho puntato sui giri a piedi (forse un po’ troppo, da farsi venire le vesciche), ma sono tanti gli angoli, un po’ in tutti gli arrondissement in cui vale la pena sbirciare. In questo post propongo qualche itinerario: alcune tappe non sono necessariamente originali, ma fanno innamorare di questa città una volta in più. Intanto la lista dei musei che sono chiusi di lunedì (solo per citarne alcuni molto famosi). Il Louvre, invece, è chiuso il martedì. Musée d’Orsay Musée Rodin La bibliothèque nationale de France Musée Carnevalet, Histoire de Paris Musée des Arts et Métiers: il ‘Louvre della tecnica’ …

Mangiare a Cuba

Due parole sulla cucina caraibica Amici e conoscenti si sono meravigliati del fatto che io sia tornata da Cuba molto soddisfatta (fra le altre cose) della cucina. Premetto che nessun Paese che ho visitato finora mi ha delusa e i miei gusti sono decisamente di ampie vedute, ma i piatti creoli mi hanno conquistata. Per quanto, va detto, gli ingredienti siano piuttosto ripetitivi. Ma solo quelli, perché, le varianti sul tema maiale, pollo e aragosta in realtà sono tante. Del resto, quando si hanno poche materie prime di base ci si deve ingegnare. Un esempio? Il pollo, carne economica per eccellenza, era il pezzo forte in più di una casa particular che mi ha ospitata. Se a Cienfuegos la specialità era quello alla Coca (nel senso proprio della bibita gassata), a Viñales ce l’hanno servito alla birra. A Trinidad era arrosto, all’Havana era una specie di ‘cacciatora’. Diciamo che l’ingrediente segreto è la personalità della cuoca, e che cenare in un paladar è di gran lunga più emozionante che al ristorante, ma non sono mai rimasta delusa. Ho provato a …