Author: persorsi

L’isola di La Digue alle Seychelles

E’ da un po’ di giorni che penso al fatto che ho scritto troppo poco delle Seychelles. Ogni tanto capita di avere un ricordo bellissimo, ma poi lo si lascia un po’ lì nel cassetto. Resta come in una bolla e quasi ci si sorprende di avere fatto realmente una certa cosa, che sul momento è arrivata quasi come un regalo. O forse capita solo a me. In ogni caso torno a scrivere ora, anche perché le mie Seychelles sono state davvero un viaggio speciale: per la compagnia, perché oggettivamente sono bellissime e perché erano tanti anni che non facevo bagni così lunghi. E poi – non lo sottovaluterei – complice anche un volo molto conveniente e il fatto di essere in quattro a dividere le spese, siamo riusciti nell’impresa di fare un viaggio realmente low cost. Meno di mille euro per una settimana: da queste parti è un mezzo miracolo. La Digue Se qualcuno mi chiedesse oggi dove concentrerei la maggior parte del viaggio risponderei sicuramente La Digue, almeno per chi pensa di dormire …

I templi nella penisola di Kunisaki

In Occidente siamo talmente legati alle immagini delle metropolitane affollate di Tokyo e degli impiegati senza volto da dimenticarci che il Giappone è ancora in gran parte un paese rurale e tradizionale. Certo, le zone selvagge non sono più molte – i confini rimasti sono pochi e preziosi- ma campi e villaggi rivestono ancora un ruolo importante nella società giapponese. E il colore dominante del Giappone, quello che trasuda dal paesaggio e genera infiniti panorami, il colore che è il Giappone stesso, è il verde, un verde scuro, umido e tropicale. E’ vero, nella maggior parte delle città giapponesi non troverete molto verde. Ma neanche molto Giappone. I centri urbani sono affollati e pieni di vita, ma allo stesso tempo rappresentano gli scorci più occidentalizzati e globalizzati della nazione. Non lontano da lì esiste un altro Giappone, lungo le strade di campagna, nelle città di provincia, alle estreme periferie. Will Ferguson, Autostop con Buddha Sono invidiosa. Vorrei averle scritte io queste parole che così bene raccontano il mio ultimo viaggio in Giappone. Un viaggio, il …

Osservatorio Griffith, di Frank Steele

Il Griffith Observatory a Los Angeles

  Se c’è un posto che proprio mi ha fatto sognare, prima e dopo averlo visto, è il Griffith Observatory. Di certo il mio luogo preferito a Los Angeles, una città che è una lunga citazione e dove le diverse età della vita – fra film, telefilm, musica e libri- si toccano. A volte è una piccola delusione, a volte è un come ritrovare un vecchio amico. Ma sulla collina che domina la città degli angeli c’è stato anche qualcosa di più. Della parola che sto per dire si abusa sempre un po’, ma in questo caso è proprio il caso di sfoderarla: entrare nel planetario stato come realizzare un sogno. Il cinema e il Griffith Observatory Questa storia d’amore con l’osservatorio Griffith nasce intorno ai 12 anni. Io e un’amica (mooolto meno stramba di me, ma non faccio il nome se no mi uccide), in seconda media abbiamo deciso di compiere un primo atto di protesta contro il mondo adolescenziale che ci stava circondando. E così abbiamo scelto di restare immuni alla Take That-mania e …

Come visitare le cantine in California

Che ci crediate o no, uno dei motivi per cui avevo voglia di visitare la California erano i vini. Non sono impazzita, volevo semplicemente scoprire una nuova zona vinicola fuori dai confini europei e qui le cantine non mancano di certo: da Sutter Creek a Santa Barbara (quella del film Sideways), passando per la blasonata Napa Valley, abbiamo cercato di farci un’idea. Già, quale? Cosa ripondo ora a chi dice che il vino californiano non è buono, che le cantine sembrano boutique e che costa tutto tantissimo? Non la farei così semplice e penso che se si ama il vino, se si ama l’idea che racconti un mondo a suon di tannini, profumi e sfumature di colore, allora lo si ama anche qui. Si ama l’entusiasmo di chi vi servirà nelle sale di degustazione. Si ama il fatto di trovarsi in cantine piene di gente, di amici, di famiglie, di coppie, con tanto di proposta di matrimonio. Si ama che le aziende siano belle, a volte pacchiane sì, ma così curate da ospitare un museo …

Fra la Death Valley e Lee Vining

The mountains and the canyons started to tremble and shake as the children of the sun began to awake Going to California, Led Zeppelin E’ il mistero di ogni viaggio, qualcosa che scatta, una scintilla. Ci sono certi luoghi che restano a lungo nei nostri pensieri, anche se non sono quelli che più ci aspettavamo di vedere. A volte magari sì, ma comunque lasciano un ricordo dolce e un po’ di nostalgia che si alimenta come il fuoco davanti al quale sto scrivendo. Nell’ultimo viaggio in California per me questo posto è stato Lee Vining che, ho poi avuto modo di scoprire, per tanti era un perfetto sconosciuto. A San Francisco più di uno ci ha guardato con aria interrogativa; come se qui in Italia avessimo detto che venivamo da, giusto per citare un posto con un nome strano delle mie zone, Muffa. Poi, quando dicevi Mono Lake, qualcosa, nella testa del nostro interlocutore, si accendeva. Ebbene, in questo paesino ai piedi della Sierra Nevada, a un passo dal Nevada appunto, e alle spalle dello …

Sossuslvei

Il mio 2017

Solo qualche riga e soprattutto qualche foto, per salutare questo 2017. Negli ultimi giorni ho corso anche più del solito e soltanto questa mattina, prendendo un caffè finalmente con calma, mi sono resa conto che oggi quest’anno finisce. E’ iniziato con un bel sole sull’Appennino modenese, a Montecreto, e a metà, ci ha portato una casa nuova. Un momento faticoso, ma bello perché ho realizzato un piccolo sogno: vivere in un posto che mi assomigliasse. Nel frattempo il 2017 ha significato amicizie che si sono rafforzate, perché a questa età è bello anche scegliersi per affinità. Altri ci sono sempre e ormai sono una famiglia allargata. Ma soprattutto il 2017 ci ha donato nuovi viaggi, a volte ritorni, comunque regali preziosi. Il conto in banca piange, ma, dopotutto, domani è un altro anno. Gennaio Sul #danubio #budapest #ungheria #travelpic #travelblogger #wintertime A post shared by persorsi 🍙🍣✈🍷 (@letizia.gamberini) on Jan 23, 2017 at 4:15am PST Chi non andrebbe in gennaio a Budapest a prendersi una scarica di freddo? Presente. Questa città mi è parsa un …

In California a dicembre

Guardo le foto della California e vedo strade. Tantissime strade. Curve o lunghi rettilinei che si perdono in mezzo al deserto, salgono lungo montagne innevate o finiscono sotto il livello del mare. E tutto nella stessa giornata. E’ racchiusa in queste immagini la mia America. Io che pensavo di trovare soprattutto città e un mondo tutto sommato simile al mio, ho trovato invece spazi enormi, orizzonti e cieli senza nuvole in un paese in cui guidare ha il sapore della libertà. Il bello di un viaggio in auto in California è la sensazione che non ci siano motivi particolari per inscatolarsi in un aereo e arrivare fin laggiù. E’ che ogni tanto, semplicemente, si sente il bisogno di andare. Il nostro viaggio in California è arrivato, ancora una volta quest’anno, all’ultimo minuto. Così come dovevamo finire in Russia e ci siamo trovati alle Seychelles, questa volta abbiamo comprato, sì, due guide della Cina, ma poi un biglietto per Los Angeles. Non la faccio lunga su cosa è successo in mezzo, se non sul fatto che …

Seychelles

Alla scoperta delle Seychelles

Doveva essere San Pietroburgo e invece ci siamo trovati alle Seychelles. Uguale uguale vero? Questo post è il primo di quelli che voglio dedicare a questa piccola repubblica nel cuore dell’Oceano indiano. Un po’ di terra e colori brillanti immersi in un’acqua azzurrissima e calda scoperta in un viaggio ritmato dall’amicizia. E già che ci sono, voglio anche sfatare qualche cliché. Il primo, che sia solo una destinazione da luna di miele: noi eravamo in quattro – abbiamo avuto la fortuna di trovarci con quei due grandi viaggiatori (e persone straordinarie) che sono Paola e Gianni-, non particolarmente in fissa con il mare, ed è andata alla grande. Poi c’è il punto dei costi: è vero che queste isole tropicali sono una destinazione cara, ma con un po’ di accorgimenti si riescono a rispettare budget insospettabili. Sul fatto che le spiagge siano paradisiache, invece, non c’è nulla da dire: sono davvero così. Sono perfette, incorniciate da palme e dalle rocce granitiche, e selvagge. Comincio con un po’ di informazioni pratiche, dall’itinerario a come ci siamo …

Un alberello pantesco

Le cantine di Pantelleria

Torno a scrivere di Pantelleria, che non solo è stato il nostro ultimo viaggio, ma anche la scoperta di un posto nuovo con tutti gli ingredienti che piacciono a me. Facile indovinare: è un’isola sperduta, che sono riuscita a visitare in bassa stagione, è vulcanica, la terra fuma e in generale la natura non è di quelle più ospitali.  Insomma, è uno di quei luoghi, dall’Islanda alla Nuova Zelanda, in cui ci si sente un po’ gli intrusi (ma per fortuna costa meno eh). E poi, la ciliegina sulla torta: ci sono le cantine da visitare e il vino. E che vino. Tutti quelli a cui ho detto che partivo per Pantelleria sono partiti in tromba con i capperi e il passito. Per fortuna non ci sono solo quelli, ma in effetti sì, si guida fra distese di vigne e piante verdissime di cappero che si trovano, oltre che nelle apposite coltivazioni, anche sui muretti a secco o sulle rocce. E poi c’è un altro mare, oltre il Mediterraneo: quelle delle viti, dei bassi alberelli …

Pantelleria a settembre

  La prima immagine che ho di Pantelleria è un produttore che arriva nel suo ristorantino sul mare, un piccolo dammuso dove si può pranzare e degustare i vini, e inizia a distribuire a tutti grappoli di zibibbo. Scende le scale e offre qualche chicco a tutti i bagnanti che riesce a trovare a Gadir. C’è chi sta uscendo ancora dall’acqua, chi sta prendendo il sole. Per tutti c’è un po’ d’uva. La mia Pantelleria è questo. Vite complicata da coltivare in una terra sempre assetata e da raccogliere, con le schiene curve su quei bassi alberelli. Ma anche gente che ci ha accolto con cortesia, in maniera semplice, senza effetti speciali. Pantelleria, un’isola lontana da tutto Pantelleria è bellissima e non assomiglia a nessun altro posto, con il suo isolamento e la sua anima nera. Scura è la roccia vulcanica, che a volte ricorda il carbone delle calze della befana, e scuri sono gli scogli su cui si cerca, rischiando a volte di rompersi l’osso del collo, di arrampicarsi per arrivare al mare. Nera …