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Una città contesa da due fiumi: Lione

Lione vista dall'alto

Lione vista dall’alto

Una città da scoprire

Alzi la mano chi conosce Lione. Fino a pochi giorni fa sapevo solo che era una città molto grande della Francia (la seconda più visitata dopo Parigi) e che si trova nella regione vinicola del Rodano settentrionale. Tradotto: rossi a tutto spiano. Poco di più. Ci sono stata per quattro giorni e sono tornata con alcune convinzioni.

  • Rispetto a Parigi le altre città francesi sono un po’ sorelle minori, ma non per questo senza fascino, a volte dato dalle piccole cose
  • Si mangia molto bene (anche se la cucina si adatterebbe bene a temperature siberiane, da quanto ‘caricano’ i piatti. Ah la Francia)
  • Se un fiume regala sempre un po’ di magia a una città, quando i corsi d’acqua sono due l’incantesimo raddoppia
  • Il Syrah continua a non entusiasmarmi

Ma veniamo a questa città che offre diversi punti di interesse e una tappa all’interno di un viaggio in giro per la Francia meridionale se la merita tutta. Giovane (ho incontrato tantissimi studenti, mi ha ricordato un po’ la mia Bologna), multietnica, è perfettamente visitabile grazie alla perfetta sinergia di tram e metro (in questo, purtroppo, non mi ha ricordato la mia Bologna). Non posso consigliare alberghi visto che sono stata ospitata da un’amica, ma credo che per assaporare la parte migliore della città sia romantico dormire nella Vieux Lyon. Stradine lastricate, case dai tetti caratteristici: questo nucleo cittadino al di là della Saône è stato anche consacrato dall’Unesco. Questa parte è indubbiamente un po’ ostaggio dei turisti, ma passeggiare in una giornata di sole buttando l’occhio alle vetrine delle boulangerie è davvero piacevole.

Ristoranti nella Vecchia Lione

Ristoranti nella Vecchia Lione

Cosa vedere

Restando nella Vieux Lyon, vi capiterà di vedere turisti sparire dietro alle porte di alcuni palazzi. Non varcano queste soglie a caso: stanno entrando in un traboule. In vari punti di Lione, infatti, le strade sono collegate da questi passaggi che si snodano sotto i palazzi. A volte poco illuminati (e profumati), a volte lasciano intravedere stupende architetture. Divertenti. Questi bellissimi palazzi sono sormontati da una collina: Fourvière. Impossibile non vederla, visto che è dominata da una Tour Eiffel in miniatura (chissà poi perché) e da una chiesa che vuole (ancora) ricordare il Sacro Cuore di Parigi. Immagino tutto questo non vi abbia attirato, ma vale la pena salire sulla funicolare (stesso biglietto di tram e metro) per godersi un magnifico panorama.

Ma non solo. Anche se non si è particolarmente fissati con la storia antica, sulla collina c’è il bel Museo della civiltà Gallo-Romana. Nel parco ci sono diversi ritrovamenti archeologici (l’anfiteatro è tuttora usato per gli spettacoli), ma il vero gioiellino è il museo. Più che per una bella ripassata di quella Gallia conosciuta soprattutto nelle versioni di latino, la cosa più bella della visita è il contenitore: progettato dall’architetto Bernard Zehrfuss sparisce letteralmente sotto la collina. Solo due finestroni, che sbucano come occhi, ne ricordano la presenza. Andateci, un po’ di storia non ha mai fatto male a nessuno. Non è finita qui: se avete la fortuna di imbattervi in una bella giornata, si può scendere dalla collina a piedi attraversando un parco che in questa stagione è pieno di rose. La vista dei comignoli e il profumo dei fiori sono davvero ottimi compagni di discesa.

Rose di Fourvière

Rose di Fourvière

Un traboule

Un traboule

Sembra un’isola, ma non lo è

Una parte di Lione è schiacciata fra i due fiumi, la Saône e il Rodano. E’ la Presqu’île, zona elegante ricca di piazze, a partire da quella, veramente enorme, di Place Bellecour. Qui si concentrano i negozi, fra cui molte catene e alcune favolose e inavvicinabili boutique, cinema e tanti, tantissimi ristoranti. Per toccare con mano un altro po’ di grandeur francese, fatevi un giro fino all’Hotel de ville (il municipio) fino all’Opéra: tutto bello, ma estremamente trionfale. Per cambiare atmosfera, basta salire verso la Croix Rousse: quartiere con velleità boémienne, che però non ho visitato per intero. Vie più radical chic si alternano a quelle più popolari: è un’altra buona scelta per visitare i laboratori della sete, per l’ora dell’aperitivo e, perché no, mangiarvi un bel piatto di ramen. Per godere del fiume e magari confondersi fra i giovani del posto, il luogo ideale è la riva del Rodano. Impossibile sbagliare: in questa stagione la pista ciclopedonale è pienissima di gente e si beve un verre a bordo delle barche (oppure subito fuori, a terra). L’ora ideale? Prima di cena.

La riva animata lungo il Rodano

La riva animata lungo il Rodano

C’è pure lo zoo

Di domenica è certo: sono moltissimi i negozi e i ristoranti chiusi. La città si spopola, tranne che nel polmone verde della città: il parco della Tête d’Or. Oltre a passeggiare o a stendersi sui numerosi prati, si può anche noleggiare un pedalò per godersi l’acqua del lago. Gelaterie, chioschi, tantissimi bambini per una vera domenica in famiglia. Lo so che molti sono contrari, ma devo dire che il pezzo forte di questo parco è decisamente lo zoo. Gratuito, in mezzo alla natura circostante, fa un po’ Ottocentesco, ma è sempre affascinante. Insomma, se mentre prendi il sole a pochi passi hai una giraffa e fenicotteri oggettivamente non è così male. Più malinconica, onestamente, la vista del leone o delle scimmie nelle gabbie, ma nell’insieme resta un signor parco.

Lo zoo del parco Tete d'or

Lo zoo del parco Tete d’or

Chi è il parente più vicino al gibbone???

Chi è il parente più vicino al gibbone???

Finalmente si mangia

Dando credito alle guide, Lione è la capitale gastronomica della Francia. Non so se possiamo spingerci a tanto, ma una cosa è certa: le specialità non mancano. Come i ristoranti, le brasserie, i bistrot: sono ovunque. In più, a Lione c’è una vera e propria istituzione: il buchon. Una sorta di trattoria che serve cucina tipica. Allora: a prima vista moltissimi hanno l’aria parecchio turistica e la cucina è davvero impegnativa per uno stomaco medio. Esagero? Uno dei piatti forti è una frittura di interiora, per non parlare di salsiccia e trippa. Detto questo, le cose tipiche vanno provate e consiglio vivamente il Tire Bouchon, in piena Vieux Lyon. Arredi retrò, atmosfera intima, spesso richiede la prenotazione. Il menù proposto, da tre piatti, permette di assaggiare il meglio della casa a cifre oneste. Io ho provato alcuni must: il saucisson brioché con pistacchi. Una sorta di cotechino avvolto nella sfoglia e servito caldo. Onnipresente a Lione, ma davvero appetitoso. Poi filetto di manzo con patate e… panna e ancora canard con una crema di funghi (e via ancora di crème fraîche). Meraviglioso, mi chiedo sempre come i francesi cuociano la carne d’anatra così bene. Io stavo già arrancando, ma nel menù era previsto anche un formaggio e un dolce. La scelta è ricaduta su un formaggio bianco, cremoso, servito con coulis di frutti rossi e un tortino di cioccolato dal cuore caldo. Non credevo fosse possibile digerire e invece è successo e il giorno dopo ero già pronta a proseguire il tour gastronomico. (Prezzi onestissimi: 30 euro a testa mangiando fino a scoppiare).

Il mitico saucisson brioché pistaché

Il mitico saucisson brioché pistaché

Dalla cucina tipica a quella rivisitata. Se c’è un nome famoso a Lione è quello di Paul Bocuse. Chef stellato, ormai ha ottant’anni, ma in città si trovano svariate sue brasserie. Le più divertenti sono quelle che lui ha chiamato le Nord, le Sud, l’Ouest e l’Est. Quattro punti cardinali così come quattro sono le proposte gastronomiche differenti. Al Nord, ad esempio, vince la tradizione, mentre al Sud è facile trovare tajine e piatti del Mediterraneo. Noi abbiamo provato l’Est: la Cuisine de Voyages. Un locale dal nome così evocativo non poteva trovare collocazione migliore di una stazione. O meglio, di una ex stazione ferroviaria, Brotteaux, nel sesto arrondissement. Il ristorante, con davanti un’ampia veranda, all’interno riesce a ricreare perfettamente l’atmosfera di un vagone ristorante (senza vibrazioni tranquilli). Tanti tavoli, circondati da locandine di film dedicati a treni e ferrovie: sulle vostre teste scorre persino un trenino elettrico. Anche in questo caso, il menù da due o tre piatti permette di mangiare bene senza spennarsi. A me è capitata una faraona ai funghi con polenta. Buona, ma senza brividi. Probabilmente i piatti à la carte sono più particolari. In ogni caso i dolci sono incredibili: la crème brulée alle gocce di vaniglia, ad esempio, è buonissima. Per i veri amanti del cioccolato fondente, invece, la ganache: quasi amara.

La cucina dei viaggi (foto tratta dal sito www.nordsudbrasseries.com)

La cucina dei viaggi (foto tratta dal sito www.nordsudbrasseries.com)

A proposito di dolci. A Lione vale la pena rischiare l’indigestione. Il posto ideale è l’Epicérie, in 2 Rue de la Monnaie. Siamo in pieno centro, a due passi dalla Saône e questo localino attira subito per le sedie azzurre e i tavolini in strada. Il bello però viene soprattutto all’interno, dove fanno bella mostra di sé guduriose torte, da gustare su tavoli vintage, sedie volutamente spaiate e carta da parati retrò. Sull’immancabile lavagna, le altre specialità della casa, fra cui la zuppa del giorno e le tartine, fredde e calde. Ma soprattutto le torte appena fatte attireranno la vostra attenzione, a partire da quella tipicamente lionnese con le praline. Non ho avuto il fegato di assaggiarla questa volta: è completamente rosa, colore dovuto a una sorta di caramelle, le pralines, appunto. Ma le cose eccessivamente dolci mi insospettiscono. Mi sono lanciata su quella con i lamponi e non c’è da restare delusi. Anche nel prezzo finale.

Le torte di Lione

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