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Mangiare il venerdì sera a Gerusalemme

Gerusalemme alle sette di sera. Di venerdì
E’ shabbat: e io dove mangio?

Sembra facile, ma non lo è. O, per lo meno, non lo è sempre. Mangiare a Gerusalemme non richiede che l’imbarazzo della scelta, visto che anche per il palato è un vero crocevia enogastronomico. Sia nella città nuova, che fra le mura della vecchia, non avrete difficoltà a trovare ottimi hummos e falafel, cucina armena o araba. Ma la città cambia volto con l’inizio dello shabbat: dal venerdì sera, da quando cala la luce del giorno, sarà veramente dura trovare un locale aperto per cena. Del resto qui la parola kosher è decisamente di casa. Come ho già scritto nel precedente post mangereccio sul mio viaggio in Israele, di sabato le attività degli ebrei ortodossi si fermano quasi completamente. Niente tram, niente ascensori, niente ristoranti aperti. A parte qualche eccezione che abbiamo scovato, un po’ grazie alla Routard, un po’ grazie al web (quello funziona). E un po’ per caso.

Barood
Il Barood visto dall'interno (dal sito www.israeltraveler.org)

Il Barood visto dall’interno (dal sito www.israeltraveler.org)

Inizio subito da questo posto delizioso. Propone cucina sefardita, ma sembra un vero e proprio angolo di Francia nel cuore della città nuova. Si trova in una specie di vicolo in cui si susseguono ristorantini un po’ per tutti gli stili (cosa tipica direi in Israele): dal giapponese al pub inglese (poco più in là c’è persino il pub Putin con tanto di bandierine russe ovunque). Il Barood, con la sua cucina casalinga e creativa si nota subito per la musica soffusa (anche live), il menù del giorno scritto alla lavagna e il tipico interno da bistrot, con specchi, quadretti affastellati. Le piccole cose di pessimo gusto diceva Gozzano. Ambiente caldo, nelle fredde sere di Gerusalemme, e completamente estraneo all’atmosfera piuttosto pesante che spesso si respira in questa città. I piatti sono ottimi, con una contaminazione dell’Europa dell’Est: io ho provato polpette cotte nel vino e prugne su un letto di purè, ma c’erano anche cous cous e varianti di Schepard’s pie. Buono anche il dessert- abbiamo provato una selezione di tartufi di cioccolato- e il vino al calice. Il prezzo? Sulla trentina di euro a testa, ma visti i costi gerosolomitani… ci sta eccome. Una boccata d’ossigeno dalla calca della città.

Dentro il Barood

Dentro il Barood

I tartufi al cioccolato al Barood

I tartufi al cioccolato al Barood

Iwo’s

Decisamente più alla mano, ma di grande soddisfazione. Gli hamburger di Iwo’s pare siano andati di traverso alle autorità religiose di Gerusalemme, ma sono l’ideale per i non ebrei osservanti. Il negozietto, con qualche tavolino fuori, sotto un porticato, è leggermente decentrato rispetto a Jaffa Street. Lo stile del posto, molto piccolo, ricorda quello dei fast food americani degli anni Cinquanta: la carne del panino si sceglie in base al peso, poi si compone il tutto assieme al cameriere. Io ho aggiunto formaggio cheddar, pomodori e insalata, ma c’era un po’ di tutto. Rispetto al costo di un hamburger dalle nostre parti il prezzo è più elevato (circa 15 euro, bevanda compresa), ma nel complesso è tutto molto buono.

Un Iwo's burger

Un Iwo’s burger

Le proposte di Iwo's

Le proposte di Iwo’s… in lingua originale

Oltre a questi due posti testati, se volete mangiare durante lo shabbat ci sono alcune possibilità, tutte più o meno concentrate vicino a Jaffa Street. Nello stesso vicolo del Barood ci sono i ristoranti etnici che ricordavo prima e una serie di pub con camerieri dall’approccio piuttosto aggressivo, ma che di fatto sono sempre aperti. Troverete divanetti con narghilè e superalcolici di tutti i tipi. Per quello che interessa a noi, il menù è più o meno quello dei pub di tutto il mondo, dal panino alla carne. Sempre sulla stessa strada, si affaccia anche l’immancabile ristorante cinese: a tutte le latitudini, non conosce ferie o chiusure.

Un’altra piccola avvertenza: l’osservanza religiosa a Gerusalemme è totale e prima di sedervi a tavola controllate che giorno è. Ad esempio, nella città vecchia è affascinante passeggiare di notte nel quartiere armeno, ma se pensate di provare la graziosa Taverna Armena, non fate come me: non andateci di domenica.

Se volete altre dritte, ecco a voi un altro link

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