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Come si diventa Masterchef

Andrea Marconetti: Com'era... com'è (Foto da Sky.it)

Andrea Marconetti: Com’era… com’è (Foto da Sky.it)

Appena l’ho visto in tv ho avuto subito la sensazione di averlo già visto. Era lì, in trepidazione, fra gli aspiranti cuochi alle selezioni di Masterchef. Ed era lì, anche l’altra sera, sotto la graticola di Carlo Cracco, Joe Bastianich e Bruno Barbieri che hanno premiato il suo bizzarro frullato di ostriche. Poi, dopo aver vinto la manche ai fornelli, è scoppiato in lacrime. Ed è lì che mi è venuto in mente. Io Andrea Marconetti non solo l’avevo già visto, ma ci avevo pure parlato. Insomma, l’avevo intervistato nel 2010 quando, in una piazza un po’ meno nota, aveva vinto a Forlimpopoli il Premio Marietta (la leggendaria assistente di un certo Pellegrino Artusi).

Follia di pesce, il piatto cucinato da Andrea Marconetti a Masterchef

Follia di pesce, il piatto cucinato da Andrea Marconetti a Masterchef (Foto da Sky.it)

Ebbene il nostro Andrea, informatico classe 1974, liquidato dalla mia responsabile al giornale con “un po’ presuntuosetto il tuo cuoco”, già attraverso il telefono lasciava trapelare un’autentica passione per la cucina. Sembrava che quel premio avesse ‘stappato’ qualcosa (“mi ha scombussolato”, diceva), gli avesse dato coraggio, tanto da pensare seriamente di cambiare lavoro. Raccontava di come fossero state le donne di casa, la mamma e la nonna, ad averlo iniziato all’arte culinaria (“Si potrebbe dire che ho sempre studiato e mi sono laureato in cucina. E’ come se avessi assorbito tutti gli odori e i profumi di una vita”) e di come per lui stare ai fornelli fosse una valvola di sfogo. Dopo più di due anni, evidentemente, non ha abbondonato quello che era molto più di un hobby, facendosi intruppare in uno dei reality Sky più popolare del momento. Dove, mi sembra, si è già ritagliato un suo personaggio di concorrente emotivo, ma assai determinato. Soprattutto quando non ha esitato a mettere in difficoltà gli altri partecipanti, massacrati dai giudici durante una disastrosa preparazione della lepre. Selvaggina, guarda un po’, scelta da lui in precedenza.

Chi segue il programma si starà visualizzando la scena. Chi lo snobba potrà comunque sorridere con me di un fatto. Scorrendola, quell’intervista, proprio l’ultima domanda verteva sui programmi televisivi di cucina e su quanto stessero imperversando a tutte le ore del giorno e della notte (e tre anni fa meno che adesso). Che cosa mi ha risposto? “Spesso sono a orari incompatibili con i miei. Comunque non so se li guarderei, perché in certe trasmissioni poi si improvvisano chef un po’ tutti”. Chissà ora cosa risponderebbe. Mi piacerebbe richiederglielo se uscirà vivo dalle bacchettate del trio stellato. Nel frattempo, chi crede, può leggersi l’intervista, fatta in tempi decisamente non sospetti.

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