All posts filed under: vie del vino

Due giorni nelle Langhe

Colline con alle spalle montagne innevate da cartolina. Sembrano quasi un mare i filari che si inseguono in ogni centimetro libero di terra. Castelli che escono dal passato e sovrastano piccoli borghi, ma che appena cala il sole si confondono nella nebbia. Le Langhe per me sono di colore giallo, come le foglie del Barolo, e rosso (quelle della Barbera), con i pampini incendiati dall’autunno. Ma, anche se ho visitato questo fazzoletto di basso Piemonte solo in novembre, scommetto a occhi chiusi che è uno di questi posti che dice la sua tutto l’anno. Deve essere bellissimo con le viti rigogliose e cariche d’uva d’estate, così come sotto la coperta bianca dell’inverno. Prima del corso dell’Ais, la provincia di Cuneo non mi aveva mai detto granché, nocciole a parte. Poi ho scoperto il Barolo e le Langhe sono diventate una tappa vinicola da conoscere al più presto. E così è stato. In realtà, il mio primo contatto con la zona risale alla maturità, quando mi sono trovata sotto il naso il prologo de La luna …

Bagno Vignoni

Un giorno a Bagno Vignoni

Dopo diverse scorribande, ho finalmente capito qual è il mio angolo preferito di Toscana. Ho avuto la fortuna di visitare parecchie zone, dall’Appennino fra Bologna e Firenze alla Maremma (mi mancano solo Livorno e Pisa, chissà che non cambi idea un giorno), ma il mio cuore batte per la Val d’Orcia. Fin qui sento di non essere molto originale, mezzo mondo la ama, ma restringerò di più il campo: il posto in cui ho sentito l’urgente voglia di tornare nei giorni scorsi  è il piccolo borgo termale di Bagno Vignoni. Visto che ne avevo già parlato in questo post più di un anno fa, questa volta racconto un itinerario diverso, scelto per far vedere a Patrick (che è stato sette volte in Giappone e mai qui) quello che mi pareva imperdibile per una prima volta. La bellezza da queste parti si paga, ma un paio di giorni permettono di vedere molto senza svenarsi, a patto di non esagerare con il signor Brunello di Montalcino. Bagno Vignoni Ci sono stata in primavera, in autunno e in pieno …

Roche de Solutré

Sorsi di Borgogna: istruzioni per l’uso

“Allora, cosa ne pensate? Riuscite a sentire la differenza fra diversi terroir?”. L’invito, pronunciato in un sinuoso francese, è rivolto a due tedeschi intenti a degustare alcuni rossi e che lasceranno il castello di Prémeaux con due casse di bottiglie. Noi siamo lì a emozionarci col naso dentro a un premier cru, ma ne compriamo solo una bottiglia, che dovremo fare riposare qualche anno in cantina per lasciare al vino il tempo di raccontare qualcosa in più di sé. Ma questa è la lezione della Borgogna. La pazienza e l’attesa, perché le cose fatte bene richiedono il loro tempo. Così come, allo scorrere del tempo, resistono miracolosamente castelli e abbazie, che punteggiano la collina coperta di vigne. La pazienza, se si vuole viaggiare in autonomia, serve anche nella preparazione del viaggio, visto che non sono tanti i siti in italiano che forniscono un’idea precisa di come muoversi sul posto. In questo post voglio raccontare, ancora prima delle cantine che ho visitato, cosa si cerca e cosa si beve in Borgogna (mi scuso con gli esperti per …

In Alto Adige lungo la strada del vino

I luoghi Penso che pochi posti come l’Alto Adige siano la prova di come il turismo possa ruotare attorno al vino. Nel senso che prima scegli le cantine, poi ti rendi conto che c’è anche tanto da vedere. E da fare. Belle passeggiate, paesini pittoreschi e la guduria delle Terme di Merano. Sono luoghi che amo particolarmente, tanto che, dopo un fortunato incontro al Vinitaly, circa ogni sei mesi cerco di passarci. E alla fine, dopo che avevo lasciato questo post in ‘gestazione’ per alcuni mesi, l’ho terminato dopo esserci tornata anche quest’estate. In tutte le stagioni ho provato però una cosa: il lago di Kaltern (Caldaro) regala un clima incredibilmente mite. Sulle sue rive, dunque, si trovano i vigneti di Schiava e Pinot Nero, mentre sui pendii, ripidissimi, crescono le uve bianche. A Favogna una vigna resiste da molti anni anche a mille metri. E sembra lottare in tutti i modi, e l’uomo assieme a lui, per sopravvivere in quota. Insomma, è un fazzoletto d’Italia pieno di paradossi, a partire da quello linguistico, ma torniamo al vino, il vero protagonista del viaggio. Che …

Canava Roussos

Bevuta con vista a Santorini

Uno dei motivi per cui la vite mi sta così simpatica è che cresce, e bene, nei posti più impensati. Meno scontati. Uno di questi è Santorini, una semiluna di terra annerita nel cuore delle isole Cicladi, in Grecia. E l’altra cosa che me la rende ancora più simpatica è che è una pianta che i luoghi li racconta, li sintetizza. E a Santorini l’ho notato una volta di più. Il mio rapporto con il vino greco fino adesso era caratterizzato da una profonda simpatia, per la rinfrescante e traditrice retsina, o per quei ‘vini del contadino’ che spesso ti propongono nei paesini. Ma non mi ero ancora trovata davanti a un vino qualitativamente così interessante come quello di Santorini, dove la viticultura ha una sua secolare tradizione. E, sembra strano a dirsi nel cuore dell’Egeo, ma la via principale che collega i vari punti della minuscola isola è una Strada del vino. Sono molte le cantine presenti sull’isola, come racconta molto bene un capitolo della guida Marco Polo. Soprattutto sono ben indicate quelle prese d’assalto dai turisti stipati …

Cinque terre Doc di Sassarini

Le Cinque Terre nel bicchiere

In Italia, a differenza di moltissimi Paesi in giro per il mondo, è possibile: ci si può bere il territorio. Ho sempre pensato che il vino, così come la cucina, raccontasse tantissimo di un luogo. La sua storia, i suoi colori, i suoi profumi. L’ultima volta che mi è successo? Pochi giorni fa, in Liguria, dove ho provato per la prima volta un’ottima cantina di Monterosso: quella di Natale Sassarini. E proprio seduta in un ristorante in riva al mare in questo adorabile paesino ho provato il suo vino base: la sua Doc Cinque Terre. Ma facciamo un passo indietro. In questo bicchiere, infatti, ho ritrovato il percorso e la fatica appena fatta raggiungendo a piedi Monterosso da Levanto. Un sentiero del Cai di circa due ore e mezza percorso con molta emozione anche per il contesto. Mi trovavo, infatti, a un raduno di blogger di viaggi (#welevanto, ecco il link allo storify). Vedere dal vivo alcune persone che potevo dire di conoscere solo in foto, o per uno stile di scrittura, o per un …

Il Vinitaly 2013 in dieci produttori

Lo so, il Vinitaly è ormai finito da giorni, ma ecco qui alcune note veloci, raccontando di qualche bella sorpresa e di qualche piacevole conferma. Per impegni di lavoro sono riuscita ad andare solo nella giornata di apertura, che non è mai l’ideale visto i quantitativi di gente, decisamente non tutta addetta al settore. Regionale delle 8 di mattina da Bologna, alle 10 sono dentro la fiera, per uscirne solo alle 18.30. Quaranta degustazioni circa, per sette regioni visitate. Questi i numeri, vediamo i vini. Emilia Romagna Prima il saluto di rito agli amici dell’Emilia Romagna. Ancora una volta merita una sosta la Fattoria del Monticino Rosso di Imola (ne avevo già scritto qui se vi va di saperne di più). L’azienda dei fratelli Giovanni e Luciano Zeoli presentava un Sangiovese completamente privo di solfiti (davvero gioioso, vivace nel colore dai sentori di frutta rossa giovane) e il loro vino di punta, il Codronchio. Questa bottiglia (assai premiata) esprime tutte le potenzialità di invecchiamento dell’Albana e le sue declinazioni. Le uve infatti fanno un riposo sur lies e lo …

Sauvignon blanc Salcerella

Salcerella, il Sauvignon romagnolo che sa di Alto Adige

Ho veramente un debole per il Sauvignon, uno dei motivi per cui appena posso faccio una scappata in Alto Adige per fare incetta di questi bianchi profumatissimi. Ma, anche senza dover prendere la macchina per salire fino a Bolzano, ne ho trovato uno a pochi passi da casa che non solo non ha niente da invidiare ai bianchi altoatesini, ma vola anche più in alto. Almeno dipende da quanto vi piace quel caratteristico sentore vegetale o, come direbbero i francesi (che ci mettono sempre più grazia), di pipi du chat. La miracolosa scoperta è avvenuta a Imola, in provincia di Bologna. Città famosa per i matti, la Formula Uno (un tempo), tanta buona gastronomia e che io sto esplorando dal punto di vista enologico. Il vino di cui parlo è il Salcerella, un Sauvignon blanc in purezza, Colli d’Imola bianco Doc, prodotto dall’azienda agricola Tre Monti. Queste uve crescono nel podere che la famiglia ha sulle colline imolesi (l’atro è nel forlivese), particolarmente vocate per i bianchi semi-aromatici. Una prova ne è anche il Ciardo, uno Chardonnay (sempre in purezza), ammorbidito da un …