All posts filed under: sapori dal mondo

Sashimi misto

Tre posticini in cui cenare in Giappone

In Giappone mangiare è musica, e di quella buona. Questo mio terzo viaggio autunnale mi ha regalato le consuete gioie del palato, ma soprattutto qualche nuovo indirizzo da consigliare (e in cui tornare). Sono posti trovati un po’ per caso, di quelli che svoltano una giornata complicata, e altri invece scelti per il nostro numeroso gruppo da amici che ci hanno organizzato una serata speciale. Qui racconto tre ristoranti, tre locali apparentemente molto diversi, ma che spiegano perfettamente cosa significa per me mangiare in Giappone e perché ritengo che il cibo condiviso sia una parte così importante del viaggio. Kyoto – Tsuduri Ero un po’ pensierosa prima di entrare in questa izakaya. Sai che novità, che io fossi pensierosa, potrebbe dire chi mi conosce bene. Ma il punto è che, quando abbiamo varcato la soglia scostando le tradizionali tendine blu, non avevamo idea di chi avremmo incontrato dall’altra parte. Ci aspettavano infatti Makoto e un’amica, due studenti di italiano interessati a fare conversazione con noi dopo averci “conosciuto” in modo virtuale attraverso la guida dei …

Berlino: colazione a Prenzlauer Berg

Se il buon giorno si vede dal mattino, allora a Berlino tutto non può che andare alla grande. Come al solito, tornata da una città sterminata e piena di stimoli come questa, è difficile decidere da dove iniziare a raccontare. E allora perché non partire proprio dalla colazione? Una zoommata su un dettaglio che secondo me la dice lunga su questa capitale. Camminando su Schönhauser Alee, nel quartiere di Prenzlauer Berg, a un certo punto si è attirati da covoni di fieno. Sì, paglia in mezzo al marciapiede, con tanto di fiori e piante. A guardare bene, sono proprio tavolini. Come se non bastasse, c’è anche un tuk tuk thailandese. Eccolo il posto per la nostra colazione. All’interno, nuove sorprese: un gatto comodamente seduto, specchi, fiori sui tavoli, un ambiente che porta indietro nel tempo. Un cameriere simpatico che ci cerca un menù in inglese. Siamo al Blumencafè e mi pare che questo luogo già racconti l’angolo di città in cui siamo capitati. Fino al 1989 questa colazione l’avremmo fatta nella Berlino dell’Est.Tutta Prenzlauer Berg si trovava …

Cucina francese in Laos

La cucina francese in Laos

Che il Laos sia un paese imprevedibile e completamente fuori da ogni schema l’ho già detto. Ma fra le cose che mi hanno stupito di più (nel mio caso non è una novità, lo so) c’è la cucina. Devo dirlo subito: i piatti laotiani mi sono parsi buoni, ma non indimenticabili (mi perdonino gli amanti dello sticky rice, ma davvero non è il mio forte). Però c’è un aspetto incredibile: la fusione con la cucina francese, che racconta in una forchettata (sì, si usano più le posate delle bacchette) anni di esperienza coloniale. Sembra scontato, ma non lo è. E il risultato, nel lungo periodo, è fantastico: un po’ perché oggi l’incontro fra le due culture ha creato comunque piatti nuovi e originali. Un po’ perché mangiare francese in riva al Mekong costa meno della metà che in Italia. Accetto già la critica: questo non può essere la vera realtà culinaria locale. Rimando al mittente. Il Laos è tutto questo: street food al mercato notturno, come questo spaccato di Francia. La storia ce la teniamo …

Forno a legna laotiano

Una pizza speciale in Laos

Questo post parla di due cose: di quanto a volte basti mangiarci su per sentirsi subito meglio e del variegato mondo delle minoranze etniche del Laos. Accostamento folle? Neanche troppo, se siamo al Bamboo Lounge. Ci troviamo a Luang Namtha, nel nord del Paese, a una manciata di chilometri dal confine cinese. Era il nostro punto d’arrivo dopo i due giorni di navigazione sul fiume Nam Ou e resta l’ultima cittadina relativamente facile da raggiungere prima della remota provincia di Phongsali. E’ un posto strano: da un lato è circondato da una natura rigogliosa, e non a caso è uno dei punti di partenza privilegiati per il trekking nella giungla. In particolare da qui ci si inoltra nella riserva di Nam Ha, una delle più incontaminate di questa fetta d’Asia. La sera le montagne si tingono di blu mentre le risaie scintillano nell’ultima luce del tramonto. La parte più antica, vicina all’aeroporto (ebbene sì, c’è una pista qui), non siamo riusciti a visitarla, ma da quanto spiega la guida è una sorta di agglomerato di …

Una cena di ostriche a Hiroshima

La barca delle ostriche Otto portate, servite in una stanza tutta per te, in mezzo all’acqua. Del resto stiamo mangiando su una barca e, a dirla tutta, fuori sta anche piovendo parecchio. Ma non è solo l’atmosfera un po’ nostalgica di Hiroshima, o l’idea di essere appena stata servita da una adorabile signora in kimono a rendere questa cena così speciale. Il merito va soprattutto al menù (e, certo, alla persona che è con me e che l’ha scelto): otto portate colorate e raffinate unite da un ingrediente: le ostriche. Serve un passo indietro. Come ho già spiegato in un post precedente, associo molto Hiroshima alla buona cucina. Lo so che questa frase, proprio qui, suona strano. Dico solo che questa città ha due volti: quello ferito, che stringe lo stomaco e toglie le parole, e quello della vita che ricomincia, che scorre come il fiume sotto di noi, illuminato dal bagliore dei ciliegi. Ebbene, fra le caratteristiche culinarie di Hiroshima c’è anche l’altissima qualità delle ostriche (che in giapponese si chiamano kaki), pescate nel …

Una cena a Taketomi

Ci sono un americano, un giapponese e un italiano. Non è l’inizio di una barzelletta, ma il racconto di una sera magica passata a Taketomi, una minuscola isola sperduta nell’oceano Pacifico. Tutto inizia e finisce a tavola, nell’unica taverna che troviamo aperta. Non sono neanche le sette di sera, ma le prime ombre ormai iniziano a scendere dopo che i turisti se ne sono andati con l’ultima barca. Nelle strade, fatte non di asfalto, ma di corallo sbriciolato, cala una luce azzurra che si porta via il caldo della giornata. Sulle nostre biciclette cerchiamo un posto per cenare: nella minshuku che ci ospita non avevamo prenotato in anticipo e così dobbiamo cercare fra quel gruppetto di case basse che forma il paese di Taketomi. Ma, alla fine di marzo, siamo ancora in bassa stagione e il timore è di restare senza pasto. Invece, in questo vivace locale non si fanno problemi: ci mettono a tavola assieme a un signore americano. Impossibile non notarlo: indossa una giacca a vento rossa e assomiglia in maniera incredibile a …

Mangiare il venerdì sera a Gerusalemme

E’ shabbat: e io dove mangio? Sembra facile, ma non lo è. O, per lo meno, non lo è sempre. Mangiare a Gerusalemme non richiede che l’imbarazzo della scelta, visto che anche per il palato è un vero crocevia enogastronomico. Sia nella città nuova, che fra le mura della vecchia, non avrete difficoltà a trovare ottimi hummos e falafel, cucina armena o araba. Ma la città cambia volto con l’inizio dello shabbat: dal venerdì sera, da quando cala la luce del giorno, sarà veramente dura trovare un locale aperto per cena. Del resto qui la parola kosher è decisamente di casa. Come ho già scritto nel precedente post mangereccio sul mio viaggio in Israele, di sabato le attività degli ebrei ortodossi si fermano quasi completamente. Niente tram, niente ascensori, niente ristoranti aperti. A parte qualche eccezione che abbiamo scovato, un po’ grazie alla Routard, un po’ grazie al web (quello funziona). E un po’ per caso. Barood Inizio subito da questo posto delizioso. Propone cucina sefardita, ma sembra un vero e proprio angolo di Francia nel cuore della …

Viaggio nei balcani 2/ Il menù

A chi è mai capitato di fare colazione con una pasta sfoglia piena di carne macinata alzi la mano. E faccia un passo avanti chi mangia abitualmente salsicce di tonno. O chi, se gli parli di prugne, pensa subito alla grappa. Potrebbe capitare, nei Balcani Occidentali. Questo secondo post, che segue quello sul mio viaggio da Trieste al Montenegro ‘passando’ per Sarajevo, parlerà, appunto, di piatti. Inutile anticipare che in tre paesi così diversi come la Croazia, il Montenegro e la Bosnia, anche la cucina la dice lunga su quanto influenze, religione e dominazioni abbiano lasciato tracce in questa terra incastonata fra Europa e Asia. Partiamo dalla costa. Dalmazia. La storia è nel piatto. Che gran parte dell’attuale Croazia sia stata italiana fino a tempi recenti lo si capisce già dal menù. Una delle specialità di tante località costiere è il risotto, in particolare al nero di seppia o con i gamberetti. Tante le variazioni del pesce, cucinato sia grigliato che fritto. A Dubrovnik ho anche provato delle ottime ostriche (io le ho mangiate al Kamenice in una piazzetta molto scenografica, ottimo il rapporto qualità prezzo in una città piuttosto cara), anche se un …

tapa di salmoreho

Andalusia: di tapa in tapa/1

“Non capisco come mai a nessuno sia venuto in mente di proclamare la ‘tapa’ l’espressione alimentare di uno stile di vita in cui si prova tutto, si conversa molto, si beve in modo intelligente e si arriva alla non facile conclusione che, a piccole dosi, il mondo è bello” (soffitto della Vineria San Telmo, Siviglia) Una delle cose che mi convinceva meno della Spagna era sicuramente la cucina. Le due esperienze precedenti, del resto, erano stati la gita dell’ultimo anno del liceo a Barcellona, a suon di fritto in albergo (le famigerate mezze pensioni) e panini a pranzo, e una vacanza estiva a Formentera. Ma, anche per i prezzi non certo economici, già dieci anni fa, di quel viaggio ricordavo molte cene in casa (le famigerate case vacanze) e, va detto, meravigliosa sangria. E così, quando ho deciso di partire per l’Andalusia all’ultimo minuto è stato solo perché, a cavallo del ponte del 1° novembre, era la meta che costava meno. Mi sono dovuta ricredere. In una Siviglia e Granada insolitamente inzuppate d’acqua o ‘obbligata’ a tante …