Author: persorsi

Un capodanno in Appennino

Da un po’ di tempo ho una fissa e anche questo ultimo Capodanno ci è finito in mezzo. Si chiama Appennino, tosco-emiliano nel mio caso. La prima rivelazione l’avevo avuta un primo maggio fra Pianaccio e Poggiolforato, in mezzo a ortensie violacee, case di sasso e lampioni che sapevano di sale da ballo d’altri tempi. I boschi e quelle montagne che non sono mai troppo alte, ma non sono neppure i miei colli bolognesi, si sono fatti strada nella testa e sono andati a scavare molto indietro. E quindi continuo a (ri)cercarli questi posti sull’Appennino fra Bologna, Modena e la Toscana, un’area vasta che per me ha una grammatica comune, e quest’anno mi è venuta la fissa di passarci la notte di San Silvestro. Perché la gioia di trovarmi dall’altra parte del mondo può convivere con la convinzione che anche vicino a casa abbiamo molto da vedere. O forse sono a caccia di radici in una anticipata crisi di mezza età. L’occasione è stata la casa che un amico ha messo a disposizione e Montecreto. …

Due giorni nelle Langhe

Colline con alle spalle montagne innevate da cartolina. Sembrano quasi un mare i filari che si inseguono in ogni centimetro libero di terra. Castelli che escono dal passato e sovrastano piccoli borghi, ma che appena cala il sole si confondono nella nebbia. Le Langhe per me sono di colore giallo, come le foglie del Barolo, e rosso (quelle della Barbera), con i pampini incendiati dall’autunno. Ma, anche se ho visitato questo fazzoletto di basso Piemonte solo in novembre, scommetto a occhi chiusi che è uno di questi posti che dice la sua tutto l’anno. Deve essere bellissimo con le viti rigogliose e cariche d’uva d’estate, così come sotto la coperta bianca dell’inverno. Prima del corso dell’Ais, la provincia di Cuneo non mi aveva mai detto granché, nocciole a parte. Poi ho scoperto il Barolo e le Langhe sono diventate una tappa vinicola da conoscere al più presto. E così è stato. In realtà, il mio primo contatto con la zona risale alla maturità, quando mi sono trovata sotto il naso il prologo de La luna …

Giappone con bambini

C’era tantissima curiosità – fra amici, parenti e colleghi – su questo nostro viaggio in Giappone con bambini. Sto parlando di Diego, 3 anni e mezzo, e Alice, 15 mesi, i miei nipotini. Da tempo con mia sorella avevamo immaginato di partire assieme e a un certo punto abbiamo fissato sul calendario una data: ottobre 2016. E così è stato. Anticipo subito che è andata benissimo: i bambini sono stati bravi e adattabili, mentre i genitori sono candidati all’Oscar per la sportività (e sono la dimostrazione che viaggiatori si è nella testa e non conta quanti biglietti aerei si comprano in un anno). Ma ammetto che gli interrogativi all’andata erano tanti. Per me e Patrick dal punto di vista organizzativo: in che tipologia di posti pernottare, come regolarsi fra seggioloni nei ristoranti e pannolini. C’era poi l’incognita dell’alimentazione e anche dell’itinerario, come trovare la quadra fra vedere più cose possibili, senza cambiare continuamente alloggio carichi di armi e bagagli. Su Internet abbiamo recuperato alcune informazioni prima di partire, ma la verità è che solo sul …

Cartoline dall’Italia

Vi è  mai capitato di arrivare davanti al gate, di mettervi in coda con gli altri passeggeri e poi girare i tacchi e andarvene? A me purtroppo sì e, settimane dopo, se ci penso mi vengono ancora i brividi. Aereo per Atene in partenza, itinerario tiratissimo, ma fattibile, per il Peloponneso in testa e, niente, quel collo che inizia a diventare di legno. Un male già sbucato giorni prima, messo da parte (“tanto fra qualche giorno parto e mi passa”), fino a quando diventa il più scomodo dei bagagli. Niente, decido mestamente di restare a Bologna, per andare a farmi visitare. Non che non avessi già testato i medici greci in miei precedenti camei di viaggio (leggendario il punturone di cortisone a Corfù), ma magari questa volta anche no. Dove voglio andare a parare? Che alla fine, per tentare di oziare come suggerito dall’ortopedica senza perdere completamente qualche giorno libero, abbiamo ripiegato sulla Toscana. Quella Toscana da cui tutto è partito lo scorso maggio, quando ho inaugurato il mio piccolo grand tour in giro per …

Sashimi misto

Tre posticini in cui cenare in Giappone

In Giappone mangiare è musica, e di quella buona. Questo mio terzo viaggio autunnale mi ha regalato le consuete gioie del palato, ma soprattutto qualche nuovo indirizzo da consigliare (e in cui tornare). Sono posti trovati un po’ per caso, di quelli che svoltano una giornata complicata, e altri invece scelti per il nostro numeroso gruppo da amici che ci hanno organizzato una serata speciale. Qui racconto tre ristoranti, tre locali apparentemente molto diversi, ma che spiegano perfettamente cosa significa per me mangiare in Giappone e perché ritengo che il cibo condiviso sia una parte così importante del viaggio. Kyoto – Tsuduri Ero un po’ pensierosa prima di entrare in questa izakaya. Sai che novità, che io fossi pensierosa, potrebbe dire chi mi conosce bene. Ma il punto è che, quando abbiamo varcato la soglia scostando le tradizionali tendine blu, non avevamo idea di chi avremmo incontrato dall’altra parte. Ci aspettavano infatti Makoto e un’amica, due studenti di italiano interessati a fare conversazione con noi dopo averci “conosciuto” in modo virtuale attraverso la guida dei …

Una cena a Yokohama

L’olio sfrigola in cucina e il suono dei fornelli riempe i primi momenti di silenzio, quelli che si dissolvono subito, appena ci si siede a tavola. La mamma di Aya, la nostra amica giapponese che abita a Yokohama, si muove con sicurezza nel piccolo spazio a fianco alla sala da pranzo. E, di tanto in tanto, compare con nuove verdure in tempura: patate dolci, asparagi, funghi, melanzane. Un gambero, come gran finale. Madre e figlia si rammaricano di non avere preparato di più, proprio mentre in tavola arrivano anche soba freddi, da immergere nella salsa. Decisamente non ci sembra che il cibo sia poco, anzi. Tutto è un po’ già visto e tutto è un po’ nuovo in questo mio terzo viaggio in Giappone. L’itinerario è molto tradizionale, perché con me e Patrick ci sono anche mia sorella e mio cognato, i miei due nipotini e una coppia di amici. E, nonostante alcune tappe giù viste, è un viaggio pieno di prime volte, come Kamakura, da cui proveniamo e dove abbiamo lasciato un mare autunnale …

Una caletta

Cres, l’isola dei fichi

Questa è un’estate strana. Non ci sono vere e proprie ferie, non c’è un viaggio pianificato da tempo, ma tanti piccoli giri. Tanti blitz, come li chiamo io, di circa quattro giorni, organizzati un po’ all’ultimo, in base a qualche suggestione letta sul web o alle offerte di Skyscanner. Ho visto molti luoghi in Italia per la prima volta, ho passato del tempo con nuovi amici, anche in angoli vicino a casa. Ma, intanto parto dall’ultima tappa, quella di Cres, una bellissima scoperta (grazie al blog Viaggi di ritorno! Mi è bastato leggere poche righe per capire che era il posto giusto per me). Cres, o Cherso, è una delle isole del Quarnaro, davanti all’Istria e alla città di Fiume. Tecnicamente Croazia, ma con tanta Italia, a partire dai nomi degli abitanti. Uno dei motivi che mi hanno portata qui, infatti, è che si inserisce in una mia fissa che dura da un po’. Dare la priorità ai luoghi di confine, dove si mescolano le nazionalità, le lingue e che siano possibilmente decentrati. Meglio ancora se …

Nelle backwaters in Kerala

Quando andare in Kerala A quasi due settimane dal ritorno è arrivata la prima avvisaglia. I primi segni inequivocabili di nostalgia. Sensazione che mi assale anche adesso pensando all’ultimo viaggio in India del Sud, in cui abbiamo visitato Mumbai, Tamil Nadu, Karnataka e soprattutto il Kerala. Ed è questo placido stato dall’anima tropicale che voglio raccontare, a partire dall’esperienza più bella e coinvolgente: la navigazione nelle backwaters. Inizio con una premessa: chi va in aprile deve sapere che è la stagione limite per viaggiare a bordo delle barche tradizionali. Un po’ per le temperature elevate, un po’ perché il monsone è in agguato (arriva a giugno). Ma, anche se il periodo ottimale sarebbe da ottobre a marzo, io mi sono trovata benissimo per una serie di ragioni: i prezzi sono più convenienti (la cifra poi dipende anche dalle compagnie); il ‘traffico’ in acqua è minore e, anche se fa caldo, comunque di notte in barca c’è l’aria condizionata di sopravvivenza. Insomma, in questo contesto turistico più tranquillo, io consiglio fortemente di trascorrere almeno due notti a …

Il viaggio in treno per Ooty

Quella fissa del treno per Ooty Questo post è di quelli che nascono da una domanda: ma ne è valsa la pena, con tutti i posti che ci sono al mondo, di andare fin là? Alla fine, a una settimana di distanza, la risposta è sì. Ma ecco la cronaca del nostro viaggio della speranza verso Ooty, cittadina colorata appollaiata a 2.200 metri sulle Nilgiri Hills. A proposito, siamo in India, nello stato del Tamil Nadu. La mia storia con Ooty inizia leggendo alcune guide (i miei riferimenti di solito sono Routard e Lonely Planet, a cui si aggiunge in questo caso la stupenda Polaris curata da Pierpaolo Di Nardo). Il fatto è che l’India aveva iniziato a chiamarmi e mi sono intestardita ad andarci ad aprile anche se era evidente che avrei trovato un caldo pazzesco: il termometro sfiora costantemente i 40 gradi e di peggio c’è solo maggio, in cui l’aria comincia a gonfiarsi di umidità in attesa dell’imminente monsone. E così, imbastendo il nostro itinerario nel Sud (Patrick è già stato in …

In Giappone durante la fioritura dei ciliegi

Due settimane in Giappone: la nostra guida

Quando viaggio ho sempre con me un quadernetto su cui appunto un po’ di tutto. Quanto ho speso in un ristorante, l’orario di un autobus, un piatto, un pensiero che mi attraversa all’improvviso su quello che sto scoprendo. Fino a poco tempo sapevo che questi appunti sarebbero stati utili per un post sul blog, o anche solo per ricordare per sempre quegli attimi così preziosi e intensi vissuti in viaggio. Ma ancora non sapevo che mi sarebbero serviti anche per scrivere una guida del Giappone. Io che di solito le guide le leggo, le sfoglio, le sottolineo, le riempio di ‘orecchie’. E ora eccone una scritta da me, insieme con il mio compagno di viaggio preferito. In poche parole, un sogno che si avvera. Una strada cercata e finalmente imboccata. Ma andiamo con ordine. Qualche mese fa, Cabiria, Paola, Raffaele e Gianni hanno coinvolto me e Patrick nell’avventura dei ViaggiAutori per raccontare il Giappone: sono due i miei viaggi in questo Paese e otto quelli di Patrick, che mi ha portato inizialmente per mano alla scoperta …