Author: persorsi

Cinque posti che amo dell’Asia

In  questi giorni di trasloco mi è spesso venuta in mente l’Asia. Fra gastriti per gli intoppi e la mia capacità di prendersela per cose, in fondo, minime, ho pensato spesso alla quiete e alla capacità di sano distacco che si respira in certi luoghi in un raggio un po’ vasto in realtà, diciamo dall’India al Giappone. Qualche migliaia di chilometri in cui vagare per templi, guardare lo scorrere del fiume, far sì che l’abito di un monaco colori la giornata. Ho fatto una piccola lista di tutti quei luoghi asiatici in cui torno ogni volta che chiudo gli occhi. L’Asia, per quanto sia difficile raggruppare sotto questa etichetta una serie di paesi in  cui sono stata negli ultimi anni, non è il posto in cui io più mi senta in sintonia, o diciamo a casa. Per me è l’altrove, l’altro modo possibile di vivere e diventa una voce che chiama.  E può provocarmi grandi innamoramenti. 1) Luang Prabang, Laos E’ sempre la prima della lista, pur con i suoi difetti. Ma chi non li …

A Opuwo per visitare gli Himba

In lingua locale Opuwo significa ‘la fine’. La fine della Namibia? La fine della civiltà per come la intendiamo noi? La fine della strada asfaltata? Torno con la mia fissa per i luoghi di confine, gli avamposti. In Namibia quella di trovarsi alla fine del mondo è una sensazione più o meno ricorrente, ma qui, verso l’estremo nord del Paese, la si sente ancora di più.   A Opuwo ci si viene per due motivi: per visitare un villaggio Himba e le Epupa Falls, al confine con l’Angola. Chi ha più tempo e voglia di incontrare una delle etnie più fotogeniche del Paese prosegue circa 200 chilometri a Nord dall’Etosha National Park su una strada in mezzo a territori selvaggi, ma che fortunatamente oggi è asfaltata. Per chi, come nel nostro caso, arriva da sud – dalla costa e da Twyfeltontein – , il salto è grande. Finché l’Africa è fatta di enormi spazi, di passaggi montani e di deserti, prevale un senso di spaesamento, ma anche di meraviglia. Le città, invece, spesso hanno qualcosa …

Solitaire, nel deserto della Namibia

Ho sempre avuto un debole per i luoghi di confine, gli avamposti. Presente quella descrizione sulle guide a proposito dei posti di frontiera, che sono l’ultimo segno di umanità prima delle terre selvagge? Quelle tappe del viaggio in cui la natura fa uno scarto; da lì in avanti il paesaggio cambia e diventa inospitale. Nel mio recente viaggio in Namibia molti posti potrebbero rientrare in questa tipologia far west, ma quello che vince a mani bassi la mia personale categoria del ‘desolato’ è sicuramente Solitaire. Con un nome così, non poteva essere altrimenti. Da Windhoek a Sossusvlei Solitaire è una tappa obbligata per chi è diretto a Sossusvlei. Molti viaggiatori raggiungono questo cuore assetato fra le dune – una delle foto più scattate in Namibia- come prima tappa direttamente dalla Capitale, ma c’è anche chi arriva da Nord, solitamente da Swakopmund, sulla costa atlantica. Le strade in Namibia non sono mai molte e per arrivare a Sesriem, la porta per il Namib-Naukluft National Park, una sosta in questo luogo sperduto lo fanno praticamente tutti. Ed è …

A Twyfelfontein, nel rosso della Namibia

Forse non sarà il luogo più noto della Namibia, come l’Etosha o Sossusvlei, ma in viaggio a volte capita che il cuore resti in posti che in noi accendono una scintilla. Questa volta è successo a Twyfelfontein, una delle tappe che più ho amato, anche se tutto lasciava presagire una serata disastrosa, per quanto fossimo pure usciti indenni dalla Skeleton Coast. Ci troviamo nel Damaraland, una zona non solo bellissima dal punto di vista paesaggistico, ma anche interessante da quello culturale, grazie alle incisioni rupestri che permettono di fare un salto nel tempo di millenni. Dalla Skeleton Coast a Twyfelfontein Sapevamo che sarebbe stata una delle tappe più lunghe del nostro viaggio, quello che non sapevamo è quale strada avremmo scelto. Parliamo di una meta, la zona di Twyfelfontein, che rientra normalmente nei tour fra l’Etosha e Swakopmund e che la maggior parte dei viaggiatori di solito raggiunge passando per una strada interna, la C35, che passa per Uis costeggiando il Branberg. E anche noi stavamo per fare la stessa scelta, visto che il navigatore …

Solitaire

Viaggio in Namibia, una guida pratica

Dopo nove anni sono tornata in Africa. Sono tornata, da molto tempo mi chiamava, sempre nella parte australe: dopo il Sud Africa, ho aggiunto un tassello del puzzle con la Namibia. Ho ritrovato gli spazi, enormi, e i cieli, sconfinati. Quella vita scandita da albe e tramonti. Il vero dono dell’Africa sono i cieli, secondo me. E ho ritrovato anche gli animali, che sembrano sempre venire da un altro tempo, con i loro colori polverosi e le goffe andature (quando sono di buon umore). Ma la Namibia – che è uno dei Paesi meno popolati al mondo – in realtà ci ha regalato scenari che non sembrano di questa terra. Oppure sono la nostra terra nella sua faccia più vera, chissà. Non ho mai visto – neppure in Nuova Zelanda- cambiare il paesaggio tanto rapidamente. E soprattutto non l’ho mai visto così desolato, così privo di esistenza umana. Oppure a volte le tracce umane sono solo resti, relitti, ruggine. Quella della Namibia è una natura bellissima, ma anche spietata, sconcertante, sempre pronta a riprendersi tutto …

Qualche giorno nello Yorkshire

Ci sono luoghi che sono oggettivamente belli, che riconosciamo perché li abbiamo visti in foto mille volte. E poi ci sono luoghi belli per i nostri occhi, che riconosciamo perché erano già da qualche parte dentro di noi. Per me lo Yorkshire,e in generale l’Inghilterra, è stato questo, uno di quei paesi in cui qualcosa, dentro, si sintonizza e suona la sua musica più bella. E, in un attimo, finisce nella lista dei posti del cuore. Tutto nasce da un matrimonio di famiglia (in effetti ormai un po’ di famiglia ce l’ho in Gran Bretagna) a Nottingham, occasione che io e Patrick abbiamo colto al volo per visitare lo Yorkshire. A Londra ci sono stata diverse volte e non è mai scattata la scintilla, ma qui è stato tutto diverso. Un po’ perché usciti dall’aeroporto di Leeds (dove vola la Ryan Air), basta fare qualche curva per ritrovarsi fra colline, querce, muretti e fattorie in pietra: un contesto agreste, insomma, che per me è il massimo (chi ama le metropoli rischia di annoiarsi a morte: …

La Napoli sotterranea

Strade su e giù, il mare laggiù da qualche parte. Il profumo dei panni stesi, anche senza sole, che si confonde con l’odore di fritto. Sono le mie immagini di Napoli, così come l’ingresso della pasticceria Poppella, con la porta sostituita nel giro di poche ore dopo un raid con tanto di spari contro la vetrina. E’ il Rione Sanità il luogo ad avermi più colpita in una cavalcata di neanche tre giorni in questa città ricca di strati, colori e odori. Soprattutto di strati: a Napoli ho trovato tante città una dentro l’altra, e più che altro, una sopra l’altra. I proiettili contro una delle attività che cercano di dare una nuova immagine al rione ha alimentato molti servizi sui giornali locali. Sul ‘Mattino di Napoli’ ho letto questa frase, in un affresco del quartiere fatto da Pietro Treccagnoli: “Ogni palazzo a Napoli è una piccola Napoli, spalmata su più livelli”. E’ questo gioco di sopra e sotto, di luce e ombra, di vita e morte la grande magia. La Neapolis sotterrata Il bello …

Shirakawa go

Quello che amo del Giappone

In questi giorni freddi e bigi mi punge la nostalgia del Giappone. E inizio a capire sempre di più Patrick che proprio dopo il suo terzo viaggio non è più riuscito a smettere di volare verso il Sol Levante. Capisco di più quanto si somigliano, lui e i giapponesi, con la loro gentilezza, discrezione e, a volte, impenetrabilità. E ora anche io sarei pronta a tornare subito, dopo essere stata l’ultima volta (la terza appunto) in ottobre, perché sento che mi mancano tante cose di quel Paese delicato, buffo e rigido allo stesso tempo. Mi è venuto voglia di raccontare questi dettagli, che alla lunga diventano uno stato mentale (per dirla alla Terzani) e al tempo stesso rendono un viaggio in Giappone così speciale e diverso da qualsiasi altro. E’ un post di sensazioni, con qualche dritta. Gli Onsen Questo è il primo pensiero, ma ammetto che l’inverno bolognese me lo serve su un piatto d’argento. Superato l’imbarazzo di lavarsi su uno sgabellino davanti a sconosciute che vi fisseranno – e lo faranno, magari solo …

Il memoriale sul Danubio

La Budapest ebraica

C’è una parte di Pest che ho preferito. E (ancora una volta) è quella del quartiere abraico, cosa che mi è capitata spesso anche in altre città. Pure nella mia Bologna. Mentre scrivo, sono appena tornata da tre giorni a Budapest e, sempre mentre scrivo, come tutti gli anni a fine gennaio si parla di Shoah, di Memoria con la emme maiuscola, in tv trasmettono film sull’Olocausto. Anche se il mio professore di storia moderna, ebreo, diceva che la storia non insegna un bel niente – e questo mondo sembra dargli ragione di continuo -, mi piace pensare che viaggiare serva anche a questo, a imparare e scoprire dei tasselli di storia in più. Spiegone a parte, in questi giorni intrisi di memoria, ecco la mia Budapest, vista da Erzsébetvàros. Fra palazzi e cortili Questo quartiere non è solo centralissimo, ma è anche quello che in tutta la città mi è piaciuto di più girare a piedi. Non sarà spettacolare come il Lungodanubio, ma si può camminare guardando in alto quella infinità di dettagli di …

Cosa fare a Tel Aviv

Alla prima visita si è accesa la scintilla. Alla seconda è scoppiato l’amore. Mi sbilancio: Tel Aviv è definitivamente una delle mie città preferite. I motivi sono tantissimi e provo a elencarli in questo post attraverso una carrellata di cose da fare, ma in generale mi piace l’atmosfera che sprigiona questo angolo di Medio Oriente, che potrebbe essere su questa sponda del Mediterraneo come un po’ dappertutto nel mondo. Mi spiego meglio. A Tel Aviv sono tanti gli echi di posti già visti, ma qui gli ingredienti sono mescolati in modo originale e unico. Una miscela frizzante, anche se non completamente ‘leggera’ (vi capiterà in spiaggia di incontrare un ragazzo che sta staccando dal servizio militare provvisto di armi e le tensioni ogni tanto si riaffacciano), che si trova solo in questa città. Sulla spiaggia dove la gente corre e fa kite surf. Nei locali vivaci e un po’ underground, fra le linee severe delle case bauhaus, bevendo un succo di melograno in un suq. Ma la cosa più bella (oltre i negozi d’abbigliamento, lo …