Nuova Zelanda, viaggi
comments 2

Emozioni di settembre: Nuova Zelanda, l’itinerario

Fra Blenheim e Kaikoura

In questi giorni mi stanno chiedendo tutti com’è la Nuova Zelanda. Cosa mi è piaciuto di più, quanto tempo serve per girare il paese, com’è la gente. E il Signore degli Anelli? Domande difficilissime, perché questo viaggio è stato troppo speciale, lungo e lontano per rispondere su due piedi. Più volte, in quei giorni laggiù, dall’altra parte del mondo, ho pensato ai mille spunti per il blog, alle mille cose non ancora lette e da scrivere, ma iniziare è complicato. E’ complicato riordinare i pensieri, che per quasi tre settimane, sono andati e venuti, come le maree che tutti i giorni ridisegnavano la costa. Del resto la Nuova Zelanda aveva il carico da novanta del viaggio di nozze, che ci ha racchiusi un po’ come in una bolla. Siamo partiti con emozioni fortissime, avvolti dal calore degli amici, e quelle emozioni sono cresciute di continuo, in un Paese che non mette alla prova come altri, ma che stupisce ogni giorno per il senso di possibilità che si respira.

La prima risposta  provvisoria a tutte quelle domande forse è questa: la Nuova Zelanda è un Paese ancora da scrivere. L’idea della novità racchiusa nel suo nome è anche il tratto più forte della sua personalità. Per ora l’unico modo per rompere il ghiaccio e far sì che il racconto prenda pian piano la sua strada, è iniziare con l’itinerario. Anzi, no, con una selezione di cose. Quando viaggio con l’amata Routard (non in questo caso, purtroppo) mi piace leggere, prima e dopo, la lista dei posti scelti dall’autore. Ecco, questa volta lo faccio io con la mia Nuova Zelanda.

Isola del Nord

  • Matamata- Hobbiton
    La prima lezione della Nuova Zelanda è quella di coltivare la fantasia. I pensieri prendono vita. E’ stato così anche per Peter Jackson, regista del Signore degli Anelli che, mentre leggeva Tolkien in treno, guardando fuori dal finestrino, si rese conto di una cosa: quei luoghi descritti nel libro erano proprio lì fuori, sotto i suoi occhi. E dopo un bel po’ di anni sappiamo tutti come è andata a finire. Tutto questo per dire che Hobbiton, il set cinematografico in cui è ambientata la placida Contea, è davvero un luogo da fiaba. Mostra il volto rassicurante della natura neozelandese: dolci e verdi colline, agnelli belanti, alberi contorti, gli orti con gli spaventapasseri. Del resto, la visita si snoda proprio dentro una fattoria tuttora in attività.  Che amiate il libro o meno, passeggiare fra le colorate casette hobbit che sbucano sotto un manto d’erba accende l’immaginazione e permette di cogliere il lato fiabesco di un Paese che è rimasto disabitato fino a meno di mille anni fa e mostra ancora un lato primordiale. E, per noi che veniamo dalla vecchia Europa, non è un dettaglio da poco. 
Nuova Zelanda a settembre: nei pressi di Hobbiton

Nuova Zelanda a settembre: nei pressi di Hobbiton

Hobbiton in Nuova Zelanda

Hobbiton in Nuova Zelanda, il set cinematografico

Case Hobbit a Hobbiton in Nuova Zelanda

Case Hobbit a Hobbiton in Nuova Zelanda

  • Rotorua
    Acqua che bolle, gayser, odore di zolfo. A proposito di terra giovane, ecco una delle zone dove l’attività geotermica è più dinamica. Dalla strada si vedono colonne di vapore che si innalzano in lontananza, nella vegetazione. A Rotorua c’è un po’ di tutto. Ci sono percorsi (sempre a pagamento, ma molto ben fatti) per vedere pozze e rocce colorate (il più affascinante è fuori dal paese, il Wai-O-Tapu). L’acqua termale è protagonista anche nella guduriosa Polynesian Spa, con vasche all’aperto affacciate sul lago. C’è pure una vasta scelta di attività che la guida definisce eufemisticamente ‘ad alto tasso adrenalinico’ tanto cari ai neozelandesi, fra cui la possibilità di venire sparati da una sorta di fionda. Ma, soprattutto, c’è il contatto diretto con la cultura Maori, popolo che ci mette sempre una punta di romanticismo riempendo questi luoghi di leggende. Dico così perché si può partecipare a serate organizzate in un villaggio, con tanto di cena tradizionale e spettacolo. E’ una ‘turistata’? Certo. Ma quante volte vi capiterà, diversamente, di essere invitati da una comunità? Come avvicinamento al mondo Maori, non è male, anche perché chi ci lavora ci mette davvero molta passione.
Te Puia, Rotorua, Nuova Zelanda

Te Puia, Rotorua

Wai-O-Tapu Thermal Wonderland

Wai-O-Tapu Thermal Wonderland

Itinerario in Nuova Zelanda: la strada fra Blenheim e Kaikoura

Itinerario in Nuova Zelanda: la strada fra Blenheim e Kaikoura

  • Napier 
    Nessuna città, in Nuova Zelanda, è indimenticabile. Ma Napier ha una storia a sé, che per certi versi racconta un altro aspetto del Paese: che i terremoti da queste parti possono fare davvero sul serio. Nel 1931 questa cittadina sul è stata devastata da violente scosse, ma la gente non si è persa d’animo. Il piccolo centro è stato ricostruito in fretta con lo stile del tempo e oggi Napier è un punto di riferimento per gli amanti dell’Art Déco. Per altro, curiosando fra gli edifici con una guida del posto (visite come queste ci sono tutti i giorni), si scoprono anche originali commistioni con i motivi maori. Insomma, merita una visita, anche per il clima soleggiato, un paio di ristoranti indiani e per sentirsi per l’ennesima volta dentro un film dormendo in tradizionali guesthouse (la nostra era incantevole, Cobden Garden Homestay). E poi i vini. La zona circostante, da Havelock North alla Hawke’s Bay, è un trionfo enogastronomico. La Lonely Planet ha sintetizzato tutto alla perfezione spiegando che a Napier tutti sono ossessionati da arte, cibo e vino. In questo gruppo ci sono notoriamente pure io.
Un edificio in centro a Napier

Un edificio in centro a Napier

Nelle vie di Napier

Nelle vie di Napier

Isola del Sud

  • Abel Tasman National Park
    E’ una delle Great Walk neozelandesi. Tradotto: uno dei percorsi escursionistici più amati del Paese. Sono 54 chilometri di sentiero fra foresta e un tranquillo Mar di Tasmania, che si mangia diverse volte al giorno un po’ della sabbia dorata. Noi l’abbiamo scelto perché si può fare tutto l’anno, ci sono rifugi lungo il percorso sempre aperti (ma riscaldati solo da una stufa a legna) e perché è piuttosto facile (e se lo dico io è proprio così). Ma non per questo è meno affascinante: camminare fra bosco e spiaggia è una cura per l’anima, coccolata da quell’azzurro brillante. Mi piacerebbe davvero rifarlo d’estate per fare un tuffo a ogni tappa. E poi è bello lo spirito di fondo: quando non si vuole più camminare, si aspetta una barca e si torna alla base. Se no si cammina, ci si adegua all’andamento delle maree, si cucina nel proprio fornelletto e alle 18 è già tempo di candele e un libro prima di andare a letto nella camerata del rifugio. Essenzialità, fare attenzioni ai propri passi più che i pensieri: il bello di andare a piedi. Ecco il percorso dettagliato.
Nuova Zelanda a settembre: l'Abel Tasman

La barca lascia gli escursionisti sulla spiaggia dell’Abel Tasman

Abel Tasman, pranzo sul sentiero

Abel Tasman, pranzo sul sentiero

  • West Coast
    La mia parte preferita, la Nuova Zelanda che è entrata nel cuore, la natura che scruta e interroga nel profondo. Ho trovato lungo questa costa tortuosa l’essenza del Paese, il suo spirito di frontiera, di fine del mondo. Il tratto che ho in mente è molto vario, parte da Murchison, cittadina visitata in una sonnolenta domenica, con qualche edificio storico e delle strepitose pie di agnello. E poi il passaggio vicino alla Ghost Road: oggi si inoltra nel bosco in bici, un tempo portava alle case dei cercatori d’oro. I paesi sono minuscoli e la strada che sale e scende regala scorci che obbligano a soste continue fuori dall’auto. Il mare torna protagonista a Punakaiki, dove le onde si infrangono contro i Pancake Rocks con una furia mai vista, mentre, scendendo, si arriva a ghiacciai (Franz Joseph e Fox) talmente vicini al mare da regalare uno dei climi più umidi della terra. E così, si arriva alla bocca del ghiacciaio attraversando una foresta pluviale. Quindi è questo il segreto della Nuova Zelanda: è l’incredibile vicinanza e sequenza di ambienti e paesaggi così vari che rende questa natura così speciale. E’ il fascino dell’incongruo, presente l’isola di Lost?
La spiaggia lunare di Westport , Nuova Zelanda

La spiaggia lunare di Westport , Nuova Zelanda

Pancake Rocks

Pancake Rocks

Fox Glacier

Fox Glacier

  • East Coast
    Tutt’altra musica sul Pacifico. Anche qui ho trovato strade srotolate fra montagna e oceano urlante, ma l’impressione è che questo tratto di costa sveli un lato più rilassato, divertente, da surfisti.  La grande attrattiva viene proprio dal mare, visto che a Kaikoura salpano le barche per andare ad avvistare le balene (viste, ma). Il sapore dell’oceano lo si ritrova nelle buonissime aragosta che si possono mangiare (litigando un po’ con i gabbiani) sulla panoramica strada che porta a Blenheim, cuore della regione vinicola di Marlborough, punteggiata di aziende giovani, ma che la sanno già lunga.
Aragoste cotte e mangiate lungo la strada

Aragoste cotte e mangiate lungo la strada

Aragosta e cozze con vista oceano

Aragosta e cozze con vista oceano

 

2 Comments

  1. Pingback: Le strade della Nuova Zelanda - Orizzonti

  2. Pingback: Mini-guida alla cucina della Nuova Zelanda - Persorsi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *