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Un anno di viaggi: il mio 2014

 Viaggiare è un’arte. Bisogna praticarla con comodo, con passione, con amore
Tiziano Terzani, Un indovino mi disse.

Amorgos, Cicladi

Amorgos, Cicladi

Acqua color terra, colline piene di viti, mare di un blu profondo, quasi violaceo. Sono le immagini più intense di questo 2014 che sta scivolando via e che mi ha regalato bellissimi viaggi e incontri straordinari. Questo post, un po’ schematico forse, serve soprattutto a me: mi ricorda che non c’è niente di cui lagnarsi visto che di occhiate in giro ne ho date parecchie. E con un ottimo compagno di viaggio. Alcuni paesi mi sono piaciuti di più, altri li ho capiti forse meno, ma comunque mi resta una importante sensazione di fondo: che in viaggio mi sento più viva che mai, senza finire di meravigliarmi e sfidando le mie paure. Su Facebook in questi giorni spopola il collage di foto del proprio 2014. Beh, ecco il mio personale calendario di viaggio.

Gennaio

Mi piace visitare i luoghi fuori stagione, vederli con un’atmosfera diversa, senza gente, anche se non manca mai la delusione davanti a qualche posto chiuso “perché non è periodo”. E così nell’ultimo weekend di gennaio, un mese che ho sempre detestato, mi sono goduta un po’ di Italia, e in particolare una delle mie regioni preferite: la Toscana. Un’amica, le terme guduriose di Bagno Vignoni, la pietra luminosa di Sant’Antimo, dell’ottimo Brunello di Montalcino e la vivace Arezzo: ecco gli ingredienti di una due giorni low cost fra le colline della Val d’Orcia per ricordarsi che i posti belli sono spesso più vicini di quanto pensiamo.

Val d'Orcia

Val d’Orcia

Febbraio

E’ un mese speciale per me, legato a un momento di profondo cambiamento. E’ associato soprattutto all’immagine della neve, ma nel 2014 la meta è stata la città, forse, per eccellenza: Parigi. La fortuna di tornare nei posti più volte è che ci si possono godere i dettagli, gli angoli meno conosciuti, senza l’ansia di perdersi tappe ‘da vedere per forza’. E così abbiamo gironzolato per la capitale nella quotidianità di un lunedì, fra i canali di Saint Martin, spiando fra i tetti dall’alto di Notre-Dame e semplicemente passeggiando nel quartierino dell’Odeon. Sognando fra le vetrine e mangiando macaron. Una città che emoziona sempre.
E, a proposito di città senza tempo, a febbraio sono andata per la prima volta al Carnevale di Venezia. Mi sono comprata la mia mascherina per andare fino a Piazza San Marco, inondata di nobili imparruccati e sole. Ma il momento più bello è venuto dopo, quando tutto questo lo abbiamo visto a distanza dalla Giudecca, silenziosa nel suo cono d’ombra. E fra i lenzuoli stesi nei cortili ho scoperto che la città aveva anche un’altra anima, più semplice e popolare. Anche i luoghi più famosi si possono vedere da un’altra prospettiva.

I gargoilles di Notre Dame a Parigi

I gargoilles di Notre Dame a Parigi

Venezia vista dalla Giudecca

Venezia vista dalla Giudecca

Marzo-Aprile

E dopo questo assaggio d’Europa, ecco il ritorno più atteso: quello in Giappone. Era la seconda volta per me in questo enigmatico Paese, ma questa volta c’era qualcosa di molto speciale: avevamo scelto il periodo della fioritura dei ciliegi. Non saprei dire se è stata più indimenticabile la magia sotto la neve del primo viaggio (gennaio 2013) o la cascata di petali rosa durante l’Hanami, ma una cosa è certa: questo seconda volta ha rafforzato il mio legame con un paese che ti sorprende con fitte di nostalgia all’improvviso. Un po’ a tradimento, mentre stai lavorando o anche solo mentre ti togli le scarpe entrando in casa. I piccoli gesti rendono il Giappone così speciale. A tutto il resto, in queste due settimane fra marzo e aprile, ci hanno pensato le mete particolari che avevamo scelto. I piaceri della cucina e il tormento di Hiroshima, il Tori Rosso di MiyaJima. E poi quel volo sul Pacifico, per arrivare fino a Taketomi, un puntino nell’oceano popolato dagli jiza, la stranezza di Ishigaki: un’isola non straordinaria, ma dal ritmo rilassato. La si capisce dopo un po’ di giorni forse. E poi la camminata fra le tombe avvolte dalla vegetazione sul Monte Koya: un luogo di pace, fra templi rassicuranti e lanterne che ondeggiano. Del Giappone non si è visto mai abbastanza.

Hanami a Kyoto

Hanami a Kyoto

 

Difficilmente riesco a pensare a qualcosa di più buono delle ostriche fritte

Difficilmente riesco a pensare a qualcosa di più buono delle ostriche fritte

Tombe nella foresta sul Monte Koya

Tombe nella foresta sul Monte Koya

Kabira Bay a Ishigaki

Kabira Bay a Ishigaki

Maggio

Di nuovo in Italia, fra Appennino e mare. Sto parlando dei borghi dal fascino decadente della montagna bolognese, culla natale di Enzo Biagi, e della Liguria. Toni cupi di un primo maggio carico di pioggia nel primo caso, esplosione di colori come sulla tavolozza di un pittore nel secondo. Ma è stato proprio l’incontro con i blogger, ma per prima cosa con ragazzi simpatici e stimolanti, a Levanto il vero ricordo da cullare di questo mese un po’ capriccioso, ma che amo molto. Il raduno mi ha permesso di rivedere le Cinque Terre e di scoprire angoli che non conoscevo come Bonassola e la pista ciclabile ricavata nella ex ferrovia. Il tutto è stato reso speciale dalla bontà dei cibi che abbiamo condiviso: ognuno di noi aveva portato un tocco della propria regione ed è stato bello lo stordimento di avere davanti persone conosciute e mai viste prima allo stesso tempo. La meraviglia è continuata sull’isola di Palmaria, dove le voci dei turisti di Portovenere arrivano attutite, come in un sogno. A colazione, con la vista sulle variopinte case dei pescatori, ho pensato che qualcuno mi avesse fatto fuori durante la notte e di essere arrivata in paradiso. Era tutto vero e non vedo l’ora di tornarci.

porto

Il sentiero da Levanto a Monte Rosso

Il sentiero da Levanto a Monte Rosso

Piadina romagnola e lardo di colonnata: una 'madeleine' un po' particolare

Piadina romagnola e lardo di colonnata: una ‘madeleine’ un po’ particolare

Giugno

Ed eccomi di nuovo in Francia, questa volta più a sud, nell’elegante Lione. Sono stata a trovare un’amica (e ci sarei tornata altre due volte, sia in auto che in treno) e personalmente già il fatto di essere in Francia mi fa stare bene. Ed ecco quindi una città dalla gastronomia gustosa e impegnativa, che ricorderà sempre per i comignoli fiabeschi del centro storico e i tunnel che collegano i palazzi. Ma a Lione c’è di più: musei interessanti, come quello di storia gallo-romana, un parco sconfinato e due fiumi che raddoppiano il fascino fra ponti e locali. Non fa perdere la testa, ma è davvero bella.

Lione vista dall'alto

Lione vista dall’alto

Luglio

E’ il colore più intenso della mia estate e, di certo, di questo anno. E’ quello del mare nella caldera di Santorini. E’ le Grand Bleu di Amorgos: quando ne parlo sono sempre di più le persone che non l’hanno mai sentita nominare e forse anche per questo ho eletto questa isola brulla e solo apparentemente inospitale la mia preferita (almeno per ora) in Grecia. L’innamoramento con questa perla delle Cicladi è legato anche a motivi personali, ma è certo che l’isola è perfetta per chi cerca spiagge poco frequentate, paesini vivaci e fermi nel tempo, cibo semplice e gustoso, monasteri aggrappati alla roccia. Perfetta per gli amanti del trekking e delle immersioni e, in generale, dell’ecoturismo. Il tutto a prezzi abbordabilissimi. Come mi hanno scritto su twitter, Amorgos è una “cura dell’anima”. E il mio scopo ormai è dichiarato: tornare in Grecia almeno ogni due anni.

Una porta sul mare   (foto di Matteo Martino)

Una porta sul mare (foto di Matteo Martino)

Agosto

Per me è soprattutto un mese di lavoro, in cui il ricordo delle lunghe vacanze estive si allontana sempre più. Ma qualche giorno, assieme alla mia famiglia questa volta, è saltato fuori lo stesso. Un viaggiare diverso, ma legato agli affetti e al relax. Sono di nuovo in Italia, ma per un pelo, visto che mi è sembrato di camminare sui confini come un funambolo: eravamo a Brunico, in Alto Agide, dove l’Italia che conosciamo sembra un altro paese. Ma questa storia così travagliata ci ha regalato una regione affascinante da visitare, fra passeggiate nella stupenda Vallata di Fanes, pedalate (come quella di quaranta chilometri da Dobbiaco a Lienz) e, diciamolo, soavi mangiate. Luoghi che rimettono in sesto.

Sentieri affollati

Sentieri affollati

Nella Valle di Fanes, Alto Adige

Nella Valle di Fanes, Alto Adige

Settembre

Altro periodo che trovo bellissimo per viaggiare. E così, visto che quest’estate sono diventata sommelier, era ora di iniziare con un giretto a tema, giusto per ripassare un po’ no? E quindi eccomi di nuovo in Francia (per la terza volta! Mica ci avevo pensato!), salendo da Lione fino alla Borgogna: terra di vini straordinari, ma anche di borghi antichi e perfettamente conservati, castelli e abbazie. Insomma, chi non ama troppo la dimensione bucolica è meglio che scelga altro, ma per fare un bagno di collina ed enogastronomia, beh, è proprio il posto giusto. Si può evitare la città di Digione, ma il castello di Cormatin e l’abbazia di Cluny sono tappe che consiglio a chi vuole fare una ripassatina di storia francese. Per buongustai che amano la campagna.

 

Il Clos de Vougeot

Il Clos de Vougeot

Sulla Route de Grand Cru

Sulla Route de Grand Cru

Ottobre-Novembre

E dopo la Francia, un altro ritorno: quello in Asia. Ma i Paesi dell’Indocina sono davvero un altro mondo rispetto al Giappone e spalancano la porta dei propri ricordi, pensieri, della storia che uno si porta con sé. Anche il Laos è stato così, un luogo di scoperta, in cui mettere alla prova i propri limiti. Selvaggio direi che sia una giusta definizione di questo piccolo stato da cui siamo arrivati dopo una tappa a Bangkok. Ma anche ricco di grazia nel volteggiare delle farfalle (ancora qui ci sono) e nelle canti dei monaci buddisti al tramonto. Un luogo anche duro, così come le buche sulle strade, ma anche quieto, come lo scorrere dei suoi fiumi. L’Asia sognata, due settimane sono state solo un assaggio.

Sul fiume Nam Ou

Sul fiume Nam Ou

 

La processione dei monaci a Luang Prabang

La processione dei monaci a Luang Prabang

Ci vediamo nel 2015!

Ci vediamo nel 2015!

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